LE ACQUE DI MARA – (Il legno gettato nelle acque)

LE ACQUE DI MARA – (Il legno gettato nelle acque)

Legno che galleggia

Dopo che il popolo di Israele è uscito dal Paese di Egitto ed ha attraversato il Mar Rosso, per l’asciutto, si incamminava nel deserto per andare nella terra che Dio aveva promessa ad Abrahamo. Lungo la strada Dio inizia a far vedere il futuro sacrificio di Gesù Cristo, l’elezione dei 12 Apostoli, e i settanta discepoli mandati in missione. Vediamo come:

“Poi Mosè fece partire gl’Israeliti dal Mar Rosso, ed essi si diressero verso il deserto di Shur; camminarono tre giorni nel deserto, e non trovarono acqua. 23 E quando giunsero a Mara, non poteron bere le acque di Mara, perché erano amare; perciò quel luogo fu chiamato Mara. 24 E il popolo mormorò contro Mosè, dicendo: “Che berremo?” 25 Ed egli gridò all’Eterno; e l’Eterno gli mostrò un legno ch’egli gettò nelle acque, e le acque divennero dolci. Quivi l’Eterno dette al popolo una legge e una prescrizione, e lo mise alla prova, e disse: 26 “Se ascolti attentamente la voce dell’Eterno, ch’è il tuo Dio, e fai ciò ch’è giusto agli occhi suoi e porgi orecchio ai suoi comandamenti e osservi tutte le sue leggi, io non ti manderò addosso alcuna delle malattie che ho mandate addosso agli Egiziani, perché io sono l’Eterno che ti guarisco”.27 Poi giunsero ad Elim, dov’erano dodici sorgenti d’acqua e settanta palme; e si accamparono quivi presso le acque.” (Esodo 15:22-27)

Abbiamo letto che gli Ebrei camminarono nel deserto tre giorni senza trovare acqua, poi trovano l’acqua ma non hanno potuto berla perchè era amara. Allora Dio gli mostra un legno che deve essere gettato nell’acqua, e l’acqua diventa dolce. Poi vanno avanti e trovano dodici sorgenti d’acqua e settanta palme.

Vediamo cosa rappresentano l’acqua e il legno:

Le ACQUE nella Bibbia, spesso volte, simboleggiano le nazioni e i popoli, come in Apocalisse 17:15Poi mi disse: Le acque che hai vedute e sulle quali siede la meretrice, son popoli e moltitudini e nazioni e lingue.” 

Anche LEGNO a volte viene usato per indicare gli uomini. L’Apostolo Paolo parlando di Israele li descrive come Ulivo e rami, mentre i Gentili li chiama, Olivastro , (alberi = legno). “E se la primizia è santa, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami son santi. 17 E se pure alcuni de’ rami sono stati troncati, e tu, che sei olivastro, sei stato innestato in luogo loro e sei divenuto partecipe della radice e della grassezza dell’ulivo, 18 non t’insuperbire contro ai rami; ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma la radice che porta te. 19 Allora tu dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi innestato. 20 Bene: sono stati troncati per la loro incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire, ma temi. 21 Perché se Dio non ha risparmiato i rami naturali, non risparmierà neppur te.” (Romani 11:16:21)

Isaia parlando del Messia lo descrive in questo modo:Poi un ramo uscirà dal tronco d’ Isai, e un rampollo spunterà dalle sue radici.” (Isaia 11:1) ed anche: “In quel giorno, il Germoglio dell’Eterno sarà lo splendore e la gloria degli scampati d’Israele, e il frutto della terra sarà il loro orgoglio ed il loro ornamento.” (Isaia 4:2) Anche Geremia dice del Messia: “Ecco, i giorni vengono, dice l’Eterno, quand’io farò sorgere a Davide un Germoglio giusto, il quale regnerà da re e prospererà, e farà ragione e giustizia nel paese. 6 Ai giorni d’esso, Giuda sarà salvato, e Israele starà sicuro nella sua dimora: e questo sarà il nome col quale sarà chiamato: “l’Eterno nostra giustizia” . (Geremia 23:5,6)

Come abbiamo visto, sia le acque che il legno, nella Bibbia hanno anche il significato di Nazioni, popoli e uomini. Quindi possiamo dire che il LEGNO, gettato nelle acque di Mara, rappresenta Gesù Cristo il Messia promesso da Dio, che è morto sulla croce per i peccati di tutti gli uomini, (le acque). Rappresenta il sacrificio propiziatorio di Gesù sul legno di croce. “ Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, 18 dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.” (Giovanni 19:17,18) Le acque amare rappresentano Popoli nazioni e lingue che, a causa della disubbidienza di Adamo e Eva, il peccato è entrato nel mondo: “ Perciò, siccome per mezzo d’un sol uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato v’è entrata la morte, e in questo modo la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato…”  (Romani 5:12). Abbiamo letto che tutti gli uomini erano sotto il peccato, a causa del peccato di Adamo, (acqua amara), per cui serviva che qualcuno “addolcisse le acque”, che le rendesse sane. Ed ecco che Dio provvede un LEGNO, (il Suo Figliuolo Gesù Cristo), da “gettare” nelle acque, (il mondo), per sanarle, in modo che chi beve di quell’acqua, (credere in Lui), non muoia in eterno. Matteo dice: “Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati.(Matteo 1:21) anche Giovanni dice : “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui, e disse: Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29) Ed ancora: Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.(Giovanni 3:16,17). Quindi gli uomini sono esortati a bere di quell’acqua, (ravvedersi dai loro peccati e credere all’evangelo di Dio e in Gesù Cristo, che è morto sulla croce per i nostri peccati). Gesù, versando il Suo sangue sulla croce, ha pagato il prezzo per noi, in modo che noi potessimo bere dell’”acqua” che scaturisce in vita eterna, (ha sanato le acque). Gesù, rispondendo alla donna Samaritana ha detto: ” ….ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna.” (Giovanni 4:14) 

Abbiamo visto che, come il Legno gettato nelle acque di Mara le ha rese sane, così anche Gesù Cristo, con la sua morte sulla croce, ha “sanato” tutti coloro che hanno creduto ed anche quelli che in futuro crederanno in Lui e lo accetteranno come personale Salvatore. Pietro dice: egli, che ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati.” (1Pietro 2:24)

Abbiamo anche letto che gli Israeliti hanno camminato tre giornate senza trovare acqua, infatti Gesù Cristo è stato tre giorni e tre notti nella tomba e poi è risuscitato a cagione della nostra giustificazione. Infatti per far si che gli uomini potessero bere dell’acqua “viva”, Gesù Cristo è rimasto nella tomba tre giorni e tre notti e poi è risuscitato, altrimenti senza la sua risurrezione non poteva esserci nessuna salvezza, (niente acque sanate). Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così starà il Figliuolo dell’uomo nel cuor della terra tre giorni e tre notti.(Matteo 12:40) Anche Paolo dice: “Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; 4 che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture;” (1Corinzi 15:3,4) Sempre Paolo dice: “il quale è stato dato a cagione delle nostre offese, ed è risuscitato a cagione della nostra giustificazione.” (Romani 4:25) Per questi motivi noi sappiamo che Cristo è morto per i nostri peccati ed è risorto, a cagione della nostra giustificazione. In questo modo, Gesù Cristo, risuscitando al terzo giorno, ha “sanato” tutti coloro che hanno creduto e si sono ravveduti dai loro peccati ed anche per quelli che si ravvederanno in futuro, credendo in Lui, accettandolo come personale Salvatore.

Dopo che le acque di Mara furono sanate Dio ha dato delle prescrizioni e leggi. Così avviene anche per tutti quelli che hanno creduto o che crederanno in futuro, infatti ha dato dei comandamenti e leggi in cui i credenti devono camminare in santità. Quindi anche noi dobbiamo amare Dio con tutta l’anima nostra e prestare ascolto alla Sua Parola per essere ammaestrati nelle Sue vie e servirlo, dobbiamo anche santificarci dalle cose del mondo se vogliamo un giorno vedere il Signore, perchè è scritto: “ Procacciate pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore;(Ebrei 12:14)

Infine abbiamo visto che Arrivando in Elim trovano dodici fontane d’ acqua e settanta palme. Anche le dodici fontane simboleggiano l’elezione dei dodici Apostoli che Gesù Cristo ha eletto.”Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità. 2 Or i nomi de’ dodici apostoli son questi: Il primo Simone detto Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo di Zebedeo e Giovanni suo fratello; 3 Filippo e Bartolomeo; Toma e Matteo il pubblicano; Giacomo d’Alfeo e Taddeo; 4 Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, quello stesso che poi lo tradì.” (Matteo 10:1-4)

Sappiamo che, ad eccezione di Giuda Iscariota e poi rimpiazzato da Mattia, gli Apostoli sono stati come delle “fontane” che sgorgavano acqua dalla loro bocca, (la parola di Dio), predicando l’evangelo alle genti. Gesù stesso aveva detto questo: ” ….ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò, diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna.” (Giovanni 4:14) 

Anche le settanta palme simboleggiano, la missione dei settanta”, i settanta discepoli che il Signore ha mandato in missione. “Or dopo queste cose, il Signore designò altri settanta discepoli, e li mandò a due a due dinanzi a sé, in ogni città e luogo dove egli stesso era per andare.” (Luca 10:1)

Come abbiamo visto, le scritture si spiegano con le stesse scritture.

(Leggi anche LA ROCCIA IN HOREB E LA ROCCIA IN KADES, e IL SERPENTE DI RAME, su questo sito.)

Giuseppe Palamara

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