LA ROCCIA IN HOREB E LA ROCCIA IN KADES

LA ROCCIA IN HOREB E LA ROCCIA IN KADES

Mosè - percuote la roccia

Dopo che Dio ha liberato gli Israeliti dalla schiavitù d’Egitto, il Signore stesso lungo il cammino alla terra promessa, ha mostrato al popolo di Israele, il futuro sacrificio di Cristo, in diversi modi, una di queste è stata nelle acque amare in Mara, Esodo 15:22-26. (Leggi altro mio scritto “LE ACQUE DI MARA, il legno gettato nelle acque”). In questo scritto analizzeremo i due episodi dove il Signore fa uscire acqua dalla roccia, in Horeb e in Kades. Episodi che apparentemente sembrano gli stessi, ma come vedremo più avanti noteremo che, NON è così.

Il primo episodio, della roccia che scaturisce acqua, avviene in Horeb, due mesi e mezzo circa da quando Israele è uscito dall’Egitto, “E tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele partì da Elim e giunse al deserto di Sin, ch’è fra Elim e Sinai, il quindicesimo giorno del secondo mese dopo la loro partenza dal paese d’Egitto.” (Esodo 16:1)

1° Episodio) La roccia di Horeb (Esodo 17:1-7)

Poi tutta la raunanza de’ figliuoli d’Israele partì dal deserto di Sin, marciando a tappe secondo gli ordini dell’Eterno, e si accampò a Refidim; e non c’era acqua da bere per il popolo. 2 Allora il popolo contese con Mosè, e disse: “Dateci dell’acqua da bere”. E Mosè rispose loro: “Perché contendete con me? perché tentate l’Eterno?” 3 Il popolo dunque patì quivi la sete, e mormorò contro Mosè, dicendo: “Perché ci hai fatti salire dall’Egitto per farci morire di sete noi, i nostri figliuoli e il nostro bestiame?” 4 E Mosè gridò all’Eterno, dicendo: “Che farò io per questo popolo? Non andrà molto che mi lapiderà”. 5 E l’Eterno disse a Mosè: “Passa oltre in fronte al popolo, e prendi teco degli anziani d’Israele; piglia anche in mano il bastone col quale percotesti il fiume, e va’. 6 Ecco, io starò la dinanzi a te, sulla roccia ch’è in Horeb; tu percoterai la roccia, e ne scaturirà dell’acqua, ed il popolo berrà”. Mosè fece così in presenza degli anziani d’Israele. 7 E pose nome a quel luogo Massah e Meribah a motivo della contesa de’ figliuoli d’Israele, e perché aveano tentato l’Eterno, dicendo: “L’Eterno è egli in mezzo a noi, si o no?” (Esodo 17:1-7)

Questo episodio in Horeb, simboleggia il futuro sacrificio di Gesù Cristo, in cui doveva morire sulla croce per i nostri peccati, l’Agnello senza macchia che ha versato il suo sangue sulla croce per tutti gli uomini. Infatti, Gesù Cristo, il Messia è stato ucciso sulla croce, “percosso, battuto”, come aveva profetizzato Isaia: “E, nondimeno, eran le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato! 5 Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.” (Isaia 53:4,5) Queste parole si sono adempiute in Gesù Cristo: Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, 18 dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. 19 E Pilato fece pure un’iscrizione, e la pose sulla croce. E v’era scritto: GESÙ IL NAZARENO, IL RE DE’ GIUDEI.

In questi passi vediamo che: come la roccia percossa ha dato dell’acqua da bere al popolo, in modo che non morissero di sete nel deserto, così anche da Gesù Cristo che, morendo sulla croce, (percorso), e risuscitando al terzo giorno, per la nostra giustificazione, è uscita “dell’acqua viva” spirituale, in modo che, chi beve di, quest’acqua”, (credere in Lui), non muoia mai in eterno, come è scritto in (Giovanni 7:38)Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno,”. Da questi passi possiamo vedere che la roccia percossa simboleggia proprio il sacrificio fatto da Gesù Cristo sulla croce per i nostri peccati. Infatti sappiamo dalle scritture che Gesù Cristo è stato percosso, battuto, ucciso sulla croce. Gesù Cristo, con il suo sacrificio sulla croce, ha potuto dare “l’acqua” che disseta per sempre, ha dato la vita eterna, a chi crede. Quindi, abbiamo visto che, come la roccia nel deserto, ha dato l’acqua agli Israeliti, dopo che è stata percossa, così anche Gesù Cristo, dopo che è stato “percosso”, (ucciso), e risuscitando al terzo giorno, ha dato e continua a dare “l’acqua viva”, la vita eterna, a tutti coloro che si ravvedono dai propri peccati e credono o crederanno in Lui, accettandolo come personale Salvatore delle anime loro.

Ora analizziamo il secondo episodio che viene narrato nei Numeri cap. 20.

A prima vista sembrerebbe che sia lo stesso episodio, ripetuto due volte, ma NON lo è. Perchè questo secondo episodio, oltre ad avere dei particolari diversi, avviene più di due anni dopo che sono usciti dall’Egitto, mentre il primo come abbiamo già visto, avviene circa due mesi e mezzo, dopo l’uscita dall’Egitto.

Poi Israele riparte da Horeb, per andare al Monte Sinai, e arriva tre mesi dopo l’uscita dall’Egitto.

Nel primo giorno del terzo mese da che furono usciti dal paese d’Egitto, i figliuoli d’Israele giunsero al deserto di Sinai.2 Essendo partiti da Refidim, giunsero al deserto di Sinai e si accamparono nel deserto; quivi si accampò Israele, dirimpetto al monte.” (Esodo 19:1,2)

Dopo una sosta di circa due anni sul monte Sinai, in cui ricevono i comandamenti e gli statuti di Dio, gli israeliti ripartono.

Or avvenne che, il secondo anno il secondo mese, il ventesimo giorno del mese, la nuvola s’alzò di sopra il tabernacolo della testimonianza. 12 E i figliuoli d’Israele partirono dal deserto di Sinai, secondo l’ordine fissato per le loro marce; e la nuvola si fermò nel deserto di Paran.” (Numeri 10:11,12)

Arrivo nel deserto di Tsin e si fermano in Kades.

2° Episodio) La roccia in Kades (Numeri 20:1-13)

Or tutta la raunanza dei figliuoli d’Israele arrivò al deserto di Tsin il primo mese, e il popolo si fermò a Kades. Quivi morì e fu sepolta Maria. 2 E mancava l’acqua per la raunanza; onde ci fu un assembramento contro Mosè e contro Aaronne. 3 E il popolo contese con Mosè, dicendo: “Fossimo pur morti quando morirono i nostri fratelli davanti all’Eterno! 4 E perché avete menato la raunanza dell’Eterno in questo deserto per morirvi noi e il nostro bestiame? 5 E perché ci avete fatti salire dall’Egitto per menarci in questo tristo luogo? Non è un luogo dove sì possa seminare; non ci son fichi, non vigne, non melagrane, e non c’è acqua da bere”. 6 Allora Mosè ed Aaronne s’allontanarono dalla raunanza per recarsi all’ingresso della tenda di convegno; si prostrarono con la faccia in terra, e la gloria dell’Eterno apparve loro. 7 E l’Eterno parlò a Mosè, dicendo: 8 “Prendi il bastone; e tu e tuo fratello Aaronne convocate la raunanza e parlate a quel sasso, in loro presenza, ed esso darà la sua acqua; e tu farai sgorgare per loro dell’acqua dal sasso, e darai da bere alla raunanza e al suo bestiame”. 9 Mosè dunque prese il bastone ch’era davanti all’Eterno, come l’Eterno gli aveva ordinato. 10 E Mosè ed Aaronne convocarono la raunanza dirimpetto al sasso, e Mosè disse loro: “Ora ascoltate, o ribelli; vi farem noi uscir dell’acqua da questo sasso?” 11 E Mosè alzò la mano, percosse il sasso col suo bastone due volte, e ne uscì dell’acqua in abbondanza; e la raunanza e il suo bestiame bevvero. 12 Poi L’Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: “Siccome non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi dei figliuoli d’Israele, voi non introdurrete questa raunanza nel paese che io le do”. 13 Queste sono le acque di Meriba dove i figliuoli d’Israele contesero con l’Eterno che si fece riconoscere come il Santo in mezzo a loro.” (Numeri 20:1-13)

Abbiamo letto che, nel viaggio verso la terra promessa, per due volte, gli Israeliti si lamentano che non hanno acqua da bere e il Signore provvede loro. La prima volta il Signore dice a Mosè: “tu percoterai la roccia, e ne scaturirà dell’acqua, MENTRE LA SECONDA VOLTA il Signore dice: “parlate a quel sasso, in loro presenza, ed esso vi darà la sua acqua”. Verso 8

Per quale motivo, Dio dice a Mosè di parlare al sasso invece di percuoterlo, come la prima volta? Il motivo è che il sasso, (la roccia), simboleggiava Gesù Cristo anche nel secondo episodio. E’ siccome il sacrificio di Cristo NON andava e NON dovrà mai più essere ripetuto in futuro, così anche IL SASSO NON DOVEVA PIU’ ESSERE PERCOSSO. Bastava solo parlagli, e avrebbe dato l’acqua, come aveva comandato Dio. Infatti come dice l’apostolo Paolo ai Romani, Gesù Cristo, è stato ucciso, (percorso), UNA VOLTA E PER SEMPRE, e non deve mai più ripetere, il sacrificio sulla croce, per i peccati del mondo:Poiché il suo morire fu un morire al peccato, una volta per sempre; ma il suo vivere è un vivere a Dio.” (Romani 6:10). Anche l’autore agli Ebrei dice la stessa cosa: “Ma venuto Cristo, Sommo Sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso il tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto con mano, vale a dire, non di questa creazione, 12 e non mediante il sangue di becchi e di vitelli, ma mediante il proprio sangue, è entrato una volta per sempre nel santuario, avendo acquistata una redenzione eterna.” ()27 E come è stabilito che gli uomini muoiano una volta sola, dopo di che viene il giudizio, 28 così anche Cristo, dopo essere stato offerto una volta sola per portare i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza peccato, a quelli che l’aspettano per la loro salvezza.“ (Ebrei 9:11,12 e 27,28) Ed anche: “E mentre ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando e offrendo spesse volte gli stessi sacrificî che non possono mai togliere i peccati, 12 questi, dopo aver offerto un unico sacrificio per i peccati, e per sempre, si è posto a sedere alla destra di Dio, 13 aspettando solo più che i suoi nemici sian ridotti ad essere lo sgabello dei suoi piedi. 14 Perché con un’unica offerta egli ha per sempre resi perfetti quelli che son santificati.“ (Ebrei 10:11-14)

Quindi, è per questo motivo che, Mosè e Aronne DOVEVANO SOLO CHIEDERE alla Roccia, invece di percuoterla DUE VOLTE, per far uscire l’acqua. Perché come abbiamo letto, Cristo ha dato la sua vita per tutti gli uomini, UNA VOLTA E PER SEMPRE. Infatti dopo la morte e risurrezione di Gesù Cristo, tutti quelli che hanno creduto o crederanno, che Lui è il Messia che Dio ha promesso, e crederanno nel suo sacrificio espiatorio sulla croce, e che solo in Lui è la salvezza, “possono bere l’acqua viva che sgorga da Cristo”, dalla “Roccia”, senza che Gesù Cristo si sacrifichi di nuovo. Paolo nei 1Corinzi dice La Roccia che li seguiva era Gesù Cristo: “Perché, fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furon tutti sotto la nuvola, e tutti passarono attraverso il mare, 2 e tutti furon battezzati, nella nuvola e nel mare, per esser di Mosè, 4 e tutti bevvero la stessa bevanda spirituale, perché beveano alla roccia spirituale che li seguiva; e la roccia era Cristo.” (1Corinzi 10:1-4 ).

Noi sappiamo che, ancora oggi, tutti i credenti possono chiedere direttamente a Dio Padre, oppure a Gesù Cristo stesso, richieste per guarigioni, possiamo chiedere di aiutarci a perseverare nella fede, di comprendere le scritture, di guardarci dal maligno e quant’altro, SENZA che Gesù Cristo venga di nuovo “percosso(ucciso). E questo perché, come abbiamo visto, in questi passi della scrittura, Cristo si è sacrificato sulla croce, per i nostri peccati, UNA VOLTA E PER SEMPRE.

Quindi come abbiamo visto, in questa mia riflessione, in Horeb la ROCCIA ANDAVA PERCOSSA, perché simboleggiava la morte di Gesù Cristo, il suo sacrificio. Infatti Cristo è statopercosso”, è morto sulla croce, per i nostri peccati e quelli di tutto il mondo. Mentre in Kades, LA ROCCIA NON DOVEVA ESSERE PERCOSSA, perché, come abbiamo constatato dalle scritture, il sacrificio che Gesù Cristo ha fatto, morendo sulla croce, per tutto il mondo, è stato fatto, UNA VOLTA E PER SEMPRE. E NON SI DEVE MAI PIU’ RIPETERE.

E’ anche vero che Dio ha fatto uscire lo stesso l’acqua dalla roccia, anche se è stata percossa due volte. Perché? Lo ha fatto per due motivi. Primo) Perchè Dio ebbe misericordia del popolo di Israele, ed ha fatto uscire comunque l’acqua, altrimenti, uomini e animali sarebbero morti di sete. Secondo) Mosè ed Aronne avrebbero perso autorità davanti al popolo, e quindi rischiavano anche di essere lapidati per aver detto che sarebbe uscita dell’acqua dalla roccia e poi invece non usciva niente. Comunque sappiamo dalle scritture, che Mosè e Aronne NON sono entrati nella terra promessa, per NON aver dato gloria Dio, facendo come gli era stato comandato, nel secondo episodio, in Kades. Infatti, Mosè e Aronne hanno detto, presuntuosamente: Ora ascoltate, o ribelli; vi farem noi uscir dell’acqua da questo sasso?”, INVECE di dire: “Ora ascoltate, o ribelli; Dio vi farà uscire dell’acqua da questa roccia! Quindi, Mosè e Aronne NON sono entrati nella terra promessa ad Abrahamo, per NON aver detto che era Dio a far uscire l’acqua dalla roccia, e per aver percosso DUE VOLTE la roccia. Comportandosi in quel modo, NON hanno dato la gloria a Dio, ma a loro stessi. Infatti poi Dio dice a Mosè e ad Aronne: “Poi L’Eterno disse a Mosè e ad Aaronne: “Siccome non avete avuto fiducia in me per dar gloria al mio santo nome agli occhi dei figliuoli d’Israele, voi non introdurrete questa raunanza nel paese che io le do”. Anche il Salmista dice: “Lo provocarono ad ira anche alle acque di Meriba, e venne del male a Mosè per cagion loro; 33 perché inasprirono il suo spirito, ed egli parlò sconsigliatamente con le sue labbra.” (Salmo 106:32,33)

LE TAPPE NEL DESERTO:

Concludendo, riporto le tappe nel deserto, per far vedere che, questi due episodi, che ho riportato, NON sono lo stesso evento riportato due volte ma, ripeto, DUE episodi diversi. Infatti uno avviene dopo due mesi e mezzo circa, prima che giungessero nel Monte Sinai e l’altro, dopo più di due anni, avviene dopo la partenza del Sinai.

Primo episodio (Horeb) :

Partirono dal mar Rosso e si accamparono nel deserto di Sin. Partirono dal deserto di Sin e si accamparono Dofka. 13 Partirono da Dofka e si accamparono ad Alush. 14 Partirono da Alush e si accamparono a Refidim dove non c’era acqua da bere per il popolo. 15 Partirono da Refidim e si accamparono nel deserto di Sinai. (Numeri 33:11-15).

Secondo episodio (Kades)

: “Partirono dal deserto di Sinai e si accamparono a Kibroth-Hatthaava. 17 Partirono da Kibroth-Hatthaava e si accamparono a Hatseroth.18 Partirono da Hatseroth e si accamparono a Rithma.19 Partirono da Rithma e si accamparono a Rimmon-Perets. 20 Partirono da Rimmon-Perets e si accamparono a Libna. 21 Partirono da Libna e si accamparono a Rissa. 22 Partirono da Rissa e si accamparono a Kehelatha. 23 Partirono da Kehelatha e si accamparono al monte di Scefer. 24 Partirono dal monte di Scefer e si accamparono a Harada. 25 Partirono da Harada e si accamparono a Makheloth. 26 Partirono da Makheloth e si accamparono a Tahath. 27 Partirono da Tahath e si accamparono a Tarach 28 Partirono da Tarach e si accamparono a Mithka. 29 Partirono da Mithka e si accamparono a Hashmona. 30 Partirono da Hashmona e si accamparono a Moseroth. 31 Partirono da Moseroth e si accamparono a Bene-Jaakan. 32 Partirono da Bene-Jaakan e si accamparono a Hor-Ghidgad. 33 Partirono da Hor-Ghidgad e si accamparono a Jotbathah. 34 Partirono da Jotbathah e si accamparono a Abrona. 35 Partirono da Abrona e si accamparono a Etsion-Gheber. 36 Partirono da Etsion-Gheber e si accamparono nel deserto di Tsin, cioè a Kades.(Numeri 33:16-36).

Giuseppe Palamara

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