IL SERPENTE DI RAME

IL SERPENTE DI RAME

Dopo che Dio ha liberato gli Israeliti dalla schiavitù d’Egitto, il Signore stesso, lungo il cammino per la terra promessa, ha mostrato al popolo di Israele, il futuro sacrificio di Cristo, in diversi modi. La prima volta è stata nelle acque amare in Mara, Esodo 15:22-26. La seconda volta nella roccia in Horeb e in Kades, Esodo 17:1-7 e Numeri 20:1-13. (Leggi i miei scritti: LE ACQUE DI MARA, il legno gettato nelle acque”, ed anche: “La roccia in Horeb e la roccia in kades.) In questo scritto vedremo come Dio, per la terza volta, dopo che gli Israeliti sono usciti dall’Egitto, gli fa vedere il futuro sacrificio di Gesù Cristo, nel serpente ardente di rame. Leggiamo:

“Poi gl’Israeliti si partirono dal monte Hor, movendo verso il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; e il popolo si fe’ impaziente nel viaggio. 5 E il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, dicendo: ‘Perché ci avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui non c’è né pane né acqua, e l’anima nostra è nauseata di questo cibo tanto leggero’. 6 Allora l’Eterno mandò fra il popolo de’ serpenti ardenti i quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono. 7 Allora il popolo venne a Mosè e disse: ‘Abbiamo peccato, perché abbiam parlato contro l’Eterno e contro te; prega l’Eterno che allontani da noi questi serpenti’. E Mosè pregò per il popolo. 8 E l’Eterno disse a Mosè: ‘Fatti un serpente ardente, e mettilo sopra un’antenna; e avverrà che chiunque sarà morso e lo guarderà, scamperà’. 9 Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra un’antenna; e avveniva che, quando un serpente avea morso qualcuno, se questi guardava il serpente di rame, scampava.” (Numeri 21:4-9)

Il serpente ardente di rame, messo sopra una antenna, simboleggiava la futura morte espiatoria di Gesù Cristo, sulla croce. Infatti come Mosè aveva innalzato il serpente ardente sopra un’antenna, un’asta, in modo che gli Israeliti lo guardassero, e non morissero, per i morsi dei serpenti, così anche tutti gli uomini e donne, di ogni nazione, che “volgeranno lo sguardo a Cristo”, alla croce, e crederanno che Lui è il Messia promesso da Dio, il Salvatore del mondo, riceveranno la “guarigione dell’anima”, la vita eterna, e quindi NON MORIRANNO MAI IN ETERNO. Dal momento che TUTTI gli uomini e donne sono “morti” spiritualmente, per colpa di Adamo ed Eva, coloro che crederanno, saranno “sanati” dal morso del serpente, (il diavolo).

Gesù stesso ha spiegato questo. leggiamo:

E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato, 15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16 Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 17 Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.” (Giovanni 3:14-18)

Gesù dunque disse loro: Quando avrete innalzato il Figliuol dell’uomo, allora conoscerete che son io (il Cristo) e che non fo nulla da me, ma dico queste cose secondo che il Padre m’ha insegnato.” (Giovanni 8:28)

Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo; 32 e io, quando sarò innalzato dalla terra, trarrò tutti a me. 33 Così diceva per significare di qual morte dovea morire.” (Giovanni 12:31-33)

Ora, leggiamo nei quattro vangeli, tutti i passi che confermano che Gesù Cristo è stato ucciso, crocifisso su una croce, quindi: INNALZATO SU UN’ASTA”, come il serpente messo sull’asta.

E venuti ad un luogo detto Golgota, che vuol dire: Luogo del teschio, gli dettero a bere del vino mescolato con fiele; 34 ma Gesù, assaggiatolo, non volle berne. 35 Poi, dopo averlo crocifisso, spartirono i suoi vestimenti, tirando a sorte; 36 e postisi a sedere, gli facevan quivi la guardia. 37 E al disopra del capo gli posero scritto il motivo della condanna: QUESTO È GESÙ IL RE DE’ GIUDEI. 38 Allora furon con lui crocifissi due ladroni, uno a destra e l’altro a sinistra.” (Matteo 27:33-38)

E menarono Gesù al luogo detto Golgota; il che, interpretato, vuol dire luogo del teschio. 23 E gli offersero da bere del vino mescolato con mirra; ma non ne prese. 24 Poi lo crocifissero e si spartirono i suoi vestimenti, tirandoli a sorte per sapere quel che ne toccherebbe a ciascuno. 25 Era l’ora terza quando lo crocifissero. 26 E l’iscrizione indicante il motivo della condanna, diceva: IL RE DE’ GIUDEI. 27 E con lui crocifissero due ladroni, uno alla sua destra e l’altro alla sua sinistra.” (Marco 15:22-27)

E quando furon giunti al luogo detto “il Teschio”, crocifissero quivi lui e i malfattori, l’uno a destra e l’altro a sinistra.(Luca 23:33)

Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, venne al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, 18 dove lo crocifissero, assieme a due altri, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo.(Giovanni 19:17,18)

Come abbiamo visto, le scritture confermano che, Gesù Cristo, il Messia promesso da Dio, è stato ucciso, crocifisso su una croce, “messo su un’asta”, come il serpente di rame, messo sull’asta da Mosè. Per questo motivo, il serpente di rame sull’asta, simboleggiava la futura morte espiatoria di Gesù Cristo, fatta sul legno di croce, per i nostri peccati e per quelli di tutto il mondo.

A questo punto non ci resta di domandarci, perché proprio la figura del serpente e non quella di un uomo?

Perchè, come abbiamo letto, il serpente ardente sull’asta simboleggiava la morte espiatoria di Gesù Cristo, che moriva sulla croce, per salvare gli uomini, “morti spiritualmente a causa del peccato originale”. Infatti, per salvare gli uomini, la Parola, si è incarnata in un uomo, (Gesù Cristo), per cui ha preso la stessa “figura” degli uomini che doveva salvare, la figura di un uomo per salvare gli uomini. Questo serpente era anche, “ardente”, cioè era splendente, luminoso, in modo che fosse visibile anche da lontano. Anche la Parola, Gesù Cristo, è la LUCE degli uomini, infatti è scritto di Lui: “il popolo che giaceva nelle tenebre, ha veduto una gran luce; su quelli che giacevano nella contrada e nell’ombra della morte, una luce s’è levata.(Matteo 4:16) ed anche: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio. 3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini; 5 e la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno ricevuta.” (Giovanni 1:1-5) Gesù stesso ha detto: “Bisogna che io compia le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5 Mentre sono nel mondo, io son la luce del mondo.(Giovanni 9:4,5) Infatti, ancora oggi, Gesù Cristo è la Luce delle genti, di ogni nazione e lingua, da un capo all’altro del mondo, “visibile in ogni luogo”, per tutti quelli, di ogni nazione, che “volgeranno” lo sguardo a Cristo, che lo invocheranno e crederanno in Lui. Per questo Dio ha detto a Mosè di fare un serpente ardente, a “figura” degli altri serpenti, perché serviva un serpente, per “annullare”, il veleno dei serpenti, Proprio come Gesù Cristo, “annulla la morte spiritualedegli uomini e chi lo invoca e crede in Lui sarà salvato. Quindi, dal momento che il serpente simboleggiava Cristo, serviva un serpente che fosse della stessa figuradei serpenti stessi, per annullare il veleno, proprio come la Parola che ha preso le sembianze di un uomo, (Gesù Cristo), per salvare gli uomini.

Infine per comprendere meglio, chi è stato che si è fatto carne ed ha preso la “figura” degli uomini, leggiamo nel vangelo di Giovanni e nella lettera di Paolo ai Filippesi:

Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio.3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini.” (…) “14 E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre.” (Giovanni 1:1-4 e 14)

Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; 6 il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio,7 ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; 8 ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce.(Filippesi 2:5-8)

Concludendo, da questi versi possiamo capire bene che: la persona in cui la Parola, (Dio), si è incarnata, (facendosi carne), e che poi è morta sulla croce, per i peccati di tutti gli uomini, è Gesù Cristo. Quindi, la Parola, Gesù Cristo è Dio nella seconda persona della Deità. Infatti la Parola, che era in forma di Dio, quando è arrivato il tempo stabilito da Dio, si è “spogliato”, della Sua regalità, ha preso una forma, “figura” simile agli uomini, e si è incarnata in un uomo, Gesù Cristo, il Figliuolo di Dio, per salvare gli uomini. Per fare questo, come abbiamo letto, si è abbassato fino alla morte, alla morte sulla croce, (sopra un’asta). In questo modo, come il serpente ardente, fatto afigura” degli altri serpenti, annullava la morte, su coloro che venivano morsi, così anche la Parola che si è fatta carne, a “figura” di uomo, (Gesù Cristo), ha annullato e annulla ancora oggi, la “morte spirituale” su tutti gli uomini e donne che:volgeranno”, lo sguardo (crederanno), in Gesù Cristo, e nella sua morte espiatoria, fatta sulla croce, per i loro peccati, e lo accetteranno, come personale Salvatore.

Giuseppe Palamara

 

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