MEDITAZIONE SULL’ADULTERIO E SULLE SECONDE NOZZE

MEDITAZIONE SULL’ADULTERIO E SULLE SECONDE NOZZE

Gesù rispondendo ai Farisei dice: “Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio.” (Matteo 19:9)

Con questa risposta Gesù ha autorizzato le seconde nozze?? NO, ASSOLUTAMENTE!

Teniamo in mente che: la fornicazione è l’atto sessuale che si compie, tra un uomo e una donna non sposati. Invece per chi è sposato, quando uno dei due coniugi ha un rapporto sessuale con un’altra persona, al di fuori del matrimonio, la fornicazione diventa adulterio. Quindi chi, da sposato, ha rapporti carnali con altre persone, al di fuori del matrimonio, commette adulterio verso l’altro coniuge. Questo vale, per tutti gli uomini e donne, di tutte le nazioni, davanti a Dio.

Ora per comprendere bene le parole di Gesù, dobbiamo capire a chi erano rivolte quelle parole, ed anche vedere cosa dicono le altre scritture, in merito al matrimonio. Leggiamo:

“E de’ Farisei s’accostarono a lui tentandolo, e dicendo: È egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie? 4 Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, e disse: 5 Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne? 6 Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi. 7 Essi gli dissero: Perché dunque comandò Mosè di darle un atto di divorzio e mandarla via? 8 Gesù disse loro: Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così.9 Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio. 10 I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie. 11 Ma egli rispose loro: Non tutti son capaci di praticare questa parola, ma quelli soltanto ai quali è dato. 12 Poiché vi son degli eunuchi, i quali son nati così dal seno della madre; vi son degli eunuchi, i quali sono stati fatti tali dagli uomini, e vi son degli eunuchi, i quali si son fatti eunuchi da sé a cagion del regno de’ cieli. Chi è in grado di farlo lo faccia.” (Matteo 19:3-12)

Come abbiamo letto ci sono dei Farisei che tentano il Signore Gesù, facendogli due domande, verso 3 e 7, e dicono: “È egli lecito di mandar via, per qualunque ragione, la propria moglie?” Gesù risponde con un’altra domanda dicendo: verso 4 e 5. “ Ed egli, rispondendo, disse loro: Non avete voi letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina, e disse: 5 Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e s’unirà con la sua moglie e i due saranno una sola carne? 6 Talché non son più due, ma una sola carne; quello dunque che Iddio ha congiunto, l’uomo nol separi.”

Perchè Gesù ha risposto in quel modo? Perché, prima di tutto, ha voluto ricordare loro che, con il matrimonio, Dio aveva unito, l’uomo e la donna, in una stessa carne, ed anche che, sempre per questo motivo, gli uomini NON avevano ricevuto, da parte di Dio, il permesso a separare ciò che Lui aveva unito. Infatti Gesù, rispondendo alla seconda domanda, ricorda loro che era stato Mosè a permettere il divorzio a motivo dei loro cuori duri. Gesù ha risposto giustamente a tutte e due le domande perché Lui sapeva bene qual’era la volontà di Dio in merito al matrimonio. Infatti se fosse stato Dio a permettere di mandare via la moglie, per qualunque ragione, Gesù si sarebbe contraddetto. Leggendo nell’evangelo di Marco e di Luca si capisce meglio qual’era il pensiero di Gesù Cristo, riguardo al matrimonio. Infatti è scritto: “Ed egli disse loro: Chiunque manda via sua moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei;12 e se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio.” ed anche “Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio.(Luca 16:18)

Come potete vedere ne in Marco ne in Luca viene riportato, “quando non sia per cagion di fornicazione”. Per quale motivo non è riportato? Il motivo principale era dovuto al fatto che, Gesù NON ha mai pensato o insegnato di concedere le seconde nozze a chi divorziava, “a cagione di fornicazione”. Infatti Gesù Cristo sapeva bene che secondo la legge di Mosè, gli adulteri, venivano lapidati, come è scritto:Quando si troverà un uomo a giacere con una donna maritata, ambedue morranno: l’uomo che s’è giaciuto con la donna, e la donna. Così torrai via il male di mezzo ad Israele.” (Deuteronomio 22:22) Quindi il Signor Gesù NON sarebbe mai potuto andare contro la legge di Mosè, concedendo le seconde nozze a chi divorziava, mentre l’altro coniuge era ancora in vita.

Allora perché solo in Matteo viene riportato: “quando non sia per cagion di fornicazione”?

Molto probabilmente, questo particolare messaggio, era rivolto agli stessi Ebrei, dal momento che Gesù stava rispondendo alle domande dei Farisei i quali conoscevano bene la legge di Mosè, ma non la mettevano in pratica. I farisei sapevano bene quello che Dio aveva comandato in merito al matrimonio; per questo stavano tentando Gesù. Così nella risposta che da ai Farisei, Gesù aggiunge qualcosa e dice: “Ed io vi dico che chiunque manda via sua moglie, quando non sia per cagion di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio.” verso 9 . Leggi anche Matteo 5:31. (Per questo versetto tanti cristiani oggi pensano che quella sia stata una concessione per passare alle seconde nozze, dopo il divorzio). A prima vista sembrerebbe che, con queste parole, Gesù abbia concesso a chi divorzia di convolare a seconde nozze, ma NON è così. Se leggete bene Gesù ha detto: “quando non sia per cagion di FORNICAZIONEe NON “quando non sia per cagione di ADULTERIO”. Infatti Gesù sapeva bene che, gli adulteri dovevano essere lapidati. In questo caso morendo uno dei coniugi, l’altro coniuge, rimanendo vedovo, si liberava dal VINCOLO del matrimonio e si poteva risposare tranquillamente. Quindi, è chiaro che Gesù NON si riferiva a quelli che PALESEMENTE peccavano di fornicazione/adulterio; infatti questi, come abbiamo letto, venivano uccisi; cosicchè il coniuge rimasto in vita poteva liberamente risposarsi.

Allora a chi si riferiva Gesù? Ci sono due possibili ipotesi:

Prima ipotesi:

E’ probabile che Gesù si riferisse invece, ad una donna che aveva commesso fornicazione di nascosto e NON c’erano testimoni ne prove certe per lapidarla. Per cui quando succedeva un caso del genere bisognava procedere come ordinava la legge, per scoprire se era vera o meno l’accusa di fornicazione.

Leggiamo nel Libro Numeri.

“Parla ai figliuoli d’Israele, e di’ loro: Se una donna si svia dal marito e commette una infedeltà contro di lui; 13 se uno ha relazioni carnali con lei e la cosa è nascosta agli occhi del marito; s’ella si è contaminata in segreto senza che vi sian testimoni contro di lei o ch’ella sia stata colta sul fatto,14 ove lo spirito di gelosia s’impossessi del marito e questi diventi geloso della moglie che si è contaminata, ovvero lo spirito di gelosia s’impossessi di lui e questi diventi geloso della moglie che non si è contaminata,15 quell’uomo menerà la moglie al sacerdote, e porterà un’offerta per lei: un decimo d’efa di farina d’orzo; non vi spanderà sopra olio né vi metterà sopra incenso, perché è un’oblazione di gelosia, un’oblazione commemorativa, destinata a ricordare una iniquità. 16 Il sacerdote farà avvicinare la donna, e la farà stare in piè davanti all’Eterno.17 Poi il sacerdote prenderà dell’acqua santa in un vaso di terra; prenderà pure della polvere ch’è sul suolo del tabernacolo, e la metterà nell’acqua.18 Il sacerdote farà quindi stare la donna in piè davanti all’Eterno, le scoprirà il capo e porrà in mano di lei l’oblazione commemorativa, ch’è l’oblazione di gelosia; e il sacerdote avrà in mano l’acqua amara che arreca maledizione.19 Il sacerdote farà giurare quella donna, e le dirà: Se nessun uomo ha dormito teco, e se non ti sei sviata per contaminarti ricevendo un altro invece del tuo marito, quest’acqua amara che arreca maledizione, non ti faccia danno! 20 Ma se tu ti sei sviata ricevendo un altro invece del tuo marito e ti sei contaminata, e altri che il tuo marito ha dormito teco… – 21 allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento d’imprecazione e le dirà: L’Eterno faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione fra il tuo popolo, facendoti smagrire i fianchi e gonfiare il ventre; 22 e quest’acqua che arreca maledizione, t’entri nelle viscere per farti gonfiare il ventre e smagrire i fianchi! E la donna dirà: Amen! Amen! 23 Poi il sacerdote scriverà queste imprecazioni in un rotolo, e le cancellerà con l’acqua amara. 24 Farà bere alla donna quell’acqua amara che arreca maledizione, e l’acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrle amarezza; 25 e il sacerdote prenderà dalle mani della donna l’oblazione di gelosia, agiterà l’oblazione davanti all’Eterno, e l’offrirà sull’altare; 26 e il sacerdote prenderà una manata di quell’oblazione come ricordanza, e la farà fumare sull’altare; poi farà bere l’acqua alla donna. 27 E quando le avrà fatto bere l’acqua, avverrà che, s’ella si è contaminata ed ha commesso una infedeltà contro il marito, l’acqua che arreca maledizione entrerà in lei per produrre amarezza; il ventre le si gonfierà, i suoi fianchi smagriranno, e quella donna diventerà un oggetto di maledizione in mezzo al suo popolo. 28 Ma se la donna non si è contaminata ed è pura, sarà riconosciuta innocente, ed avrà de’ figliuoli. 29 Questa è la legge relativa alla gelosia, per il caso in cui la moglie di uno si svii ricevendo un altro invece del suo marito, e si contamini, 30 e per il caso in cui lo spirito di gelosia s’impossessi del marito, e questi diventi geloso della moglie; egli farà comparire sua moglie davanti all’Eterno, e il sacerdote le applicherà questa legge integralmente. 31 Il marito sarà immune da colpa, ma la donna porterà la pena della sua iniquità’.” ( Numeri 5:12-31)

Quindi, come abbiamo letto, se dopo questa procedura la donna fosse stata trovata colpevole di fornicazione/adulterio, perché aveva tradito il marito in segreto con un altro uomo, ella NON sarebbe stata lapidata MA avrebbe dovuto portare la maledizione del gonfiore al ventre e il dimagrimento dei fianchi, per tutta la vita. In questo modo il marito avrebbe avuto il diritto di mandare via la moglie MA NON di risposarsi perché era chiaro secondo la legge che la donna è legata al marito, finché il marito è in vita.

Come potete vedere questo era uno dei motivi in cui era possibile mandare via la propria moglie, come Gesù aveva detto:“solo in caso di fornicazione”; questo però NON dava il diritto di risposarsi.

Seconda ipotesi: Anche in questo caso è probabile che Gesù si riferisse al popolo Ebreo; infatti vi era l’usanza di dare in sposa la fanciulla vergine al promesso sposo, ancora prima che essi andassero a vivere insieme. Questo matrimonio era valido a tutti gli effetti, anche se gli sposi ancora vivevano in casa dei genitori. Il matrimonio si completava il giorno delle nozze per cui, dopo le nozze, gli sposi andavano a vivere insieme creando così una nuova famiglia.

Per comprendere meglio, questo tipo di matrimonio, leggiamo la storia di Giuseppe e Maria:

“Or la nascita di Gesù Cristo avvenne in questo modo. Maria, sua madre, era stata promessa sposa a Giuseppe; e prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per virtù dello Spirito Santo.19 E Giuseppe, suo marito, essendo uomo giusto e non volendo esporla ad infamia, si propose di lasciarla occultamente.” (Matteo 1:18,19) ed anche:

“Al sesto mese l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea detta Nazaret 27 ad una vergine fidanzata ad un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria.” (Luca 1:26,27)

Come abbiamo letto, Maria era stata data in sposa a Giuseppe. Gli Ebrei consideravano questa promessa valida a tutti gli effetti: essa non si poteva annullare per “qualunque motivo”; serviva una valida ragione. Questa valida ragione, come abbiamo visto, era la fornicazione. Infatti Giuseppe, come abbiamo letto, voleva lasciare Maria a “cagione di fornicazione”, (perché era chiaro che Maria era rimasta incinta, mentre era ancora in casa di suo padre); giustamente Giuseppe aveva pensato che Maria avesse fornicato con qualcuno. Così che, per poter annullare la promessa di matrimonio, bastava che Giuseppe denunciasse Maria pubblicamente. In questo caso però Maria sarebbe stata lapidata a morte, per fornicazione e Giuseppe sarebbe stato libero di fidanzarsi con un’altra donna. Però Giuseppe, non volendo che Maria fosse messa a morte per fornicazione, decide di lasciarla in occulto. (Noi sappiamo dai vangeli che Maria era rimasta incinta per la virtù dello Spirito Santo; e per questo il Signore mandò un angelo a spiegare a Giuseppe che Maria non aveva commesso nessuna fornicazione. Così Giuseppe, sapendo la verità, ricevette Maria in casa.)

Vediamo più nel dettaglio cosa diceva legge sui fidanzamenti:

Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, si giace con lei, 24 condurrete ambedue alla porta di quella città, e li lapiderete sì che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città, non ha gridato; e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così torrai via il male di mezzo a te. 25 Ma se l’uomo trova per i campi la fanciulla fidanzata e facendole violenza si giace con lei, allora morrà soltanto l’uomo che s’è giaciuto con lei; 26 ma non farai niente alla fanciulla; nella fanciulla non c’è colpa degna di morte; si tratta d’un caso come quello d’un uomo che si levi contro il suo prossimo, e l’uccida; 27 poiché egli l’ha trovata per i campi; la fanciulla fidanzata ha gridato, ma non c’era nessuno per salvarla.” (Deuteronomio 22:23-27)

Come ho già detto, la vergine data in sposa era considerata come una vera moglie; però diventava sposata legalmente solo nel momento in cui si sarebbero celebrate le nozze e il marito l’avrebbe ricevuta in casa per vivere insieme; in quel momento sarebbero divenuti una famiglia è diventati, quindi, “una stessa carne”. In questo modo si completava la promessa fatta mesi o anni prima. Quindi è da escludere il caso della fanciulla che si è giaciuta con un’altro uomo in Città; infatti ella pur avendo potuto gridare NON lo ha fatto. Per questo motivo veniva messa a morte insieme all’uomo. Adesso prendiamo in considerazione la fanciulla fidanzata, che si trovava nei campi. Benchè avesse fornicato ella NON era meritevole di morte, perché come abbiamo letto, è stata costretta con la forza, pur avendo gridato nessuno l’ha potuto salvare. PERO’ esso era pur sempre un peccato di fornicazione. Per cui anche in questo caso, il promesso sposo, poteva mandare via la moglie, secondo le parole dette da Gesù: quando non sia per cagione di fornicazione”.

Questi sono i due motivi per cui Gesù ha detto che, l’uomo poteva mandare via la moglie a cagione fornicazione. Infatti, il Signor Gesù NON ha mai usato la parola adulterio. Gesù dicendo: “quando non sia per cagion di fornicazione”, ha voluto ribadire che si può mandare via la moglie SOLAMENTE in caso di fornicazione e NON per altre ragioni, come invece facevano tanti Ebrei.

Con questo possiamo dire che il pensiero di Gesù era solo quello di ribadire con forza che, il marito NON può mandare via la moglie per qualunque motivo e poi sposare un’altra; perché ciò porterebbe ad una situazione di ADULTERIO, e l’adulterio, come sappiamo era punibile con la morte. Per questo motivo, le parole del Signore Gesù, erano sicuramente rivolte anche a quelli che, erano stati promessi in matrimonio, ma NON erano effettivamente sposati, perché ancora non erano andati a vivere insieme.

Da come abbiamo visto, i casi per cui era possibile mandare via la propria moglie, erano due.In entrambi i casi, appunto, il motivo era a: “cagione di fornicazione”:

1) la moglie a cui gli si gonfiava il ventre perchè aveva fornicato in segreto ma non c’erano testimoni per accusarla palesemente di fornicazione, perché potesse essere lapidata.

2) la promessa sposa che, era stata violentata nelle campagne; ella però non era meritevole di morte perché aveva gridato e nessuno l’aveva udita per salvarla.

A conferma, di quanto ho detto prima, abbiamo un’altra prova indiretta, nel Libro dei Numeri, dove le donne RIPUDIATE, mandate via dal marito, NON per fornicazione, ma per altri motivi, dovevano comunque, rimanere SENZA risposarsi. Questo passo poco noto, parla dei voti delle donne sposate, delle fanciulle vergini, delle fanciulle date in sposa, (che abitavano ancora nella casa del padre), ed anche delle vedove e delle donne ripudiate. Leggiamo tutto il capitolo per comprendere meglio: Leggiamo:

“Mosè parlò ai capi delle tribù de’ figliuoli d’Israele, dicendo: ‘Questo è quel che l’Eterno ha ordinato: 2 Quand’uno avrà fatto un voto all’Eterno od avrà con giuramento contratta una solenne obbligazione, non violerà la sua parola, ma metterà in esecuzione tutto quello che gli è uscito di bocca. 3 Così pure quando una donna avrà fatto un voto all’Eterno e si sarà legata con un impegno essendo in casa del padre, durante la sua giovinezza, 4 se il padre, avendo conoscenza del voto di lei e dell’impegno per il quale ella si è legata, non dice nulla a questo proposito, tutti i voti di lei saranno validi, e saranno validi tutti gli impegni per i quali ella si sarà legata. 5 Ma se il padre, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutti gl’impegni per i quali si sarà legata, non saranno validi; e l’Eterno le perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione.

6 E se viene a maritarsi essendo legata da voti o da una promessa fatta alla leggera con le labbra, per la quale si sia impegnata,7 se il marito ne ha conoscenza e il giorno che ne viene a conoscenza non dice nulla a questo proposito, i voti di lei saranno validi, e saranno validi gl’impegni per i quali ella si è legata. 8 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto ch’ella ha fatto, e la promessa che ha proferito alla leggera per la quale s’è impegnata; e l’Eterno le perdonerà. 9 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l’impegno per il quale si sarà legata, rimarrà valido.10 Quando una donna, nella casa di suo marito, farà dei voti o si legherà con un giuramento,11 e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla a questo proposito e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi, e saran validi tutti gl’impegni per i quali ella si sarà legata.12 Ma se il marito, il giorno che ne viene a conoscenza li annulla, tutto ciò che le sarà uscito dalle labbra, siano voti o impegni per cui s’è legata, non sarà valido; il marito lo ha annullato; e l’Eterno le perdonerà.13 Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale ella si sia impegnata a mortificare la sua persona.14 Ma se il marito, giorno dopo giorno, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gl’impegni per i quali ella si è legata; li ratifica, perché non ha detto nulla a questo proposito il giorno che ne ha avuto conoscenza.15 Ma se li annulla qualche tempo dopo averne avuto conoscenza, sarà responsabile del peccato della moglie’.16 Tali sono le leggi che l’Eterno prescrisse a Mosè, riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figliuola, quando questa è ancora fanciulla, in casa di suo padre.” (Numeri 30: 1-16)

In questo passo che, abbiamo appena letto, notiamo che le donne, sia fanciulle in casa del padre, sia quelle sposate, se facevano qualche voto al Dio, senza che il padre della fanciulla o il marito della donna sapessero niente, nel momento in cui questi, venivano a saperlo, o perché li avevano sentiti fare i voti, perché erano presenti, (dal momento che, sia il padre della vergine, che il marito della donna, avevano l’autorità su di loro), POTEVANO ANNULLARE i voti, fatti da quelle donne, ed il Signore li perdonava. Invece, se il padre o il marito, nel momento in cui venivano a sapere che, la fanciulla o la moglie avevano fatto dei voti, SE TACEVANO, allora i voti fatti erano validi. MENTRE per le vedove e le RIPUDIATE i voti NON potevano essere annullati, perché come abbiamo letto, il Signore aveva detto: “Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l’impegno per il quale si sarà legata, rimarrà valido”. Per quale motivo i voti della vedova e della ripudiata rimanevano validi, e non potevano essere annullati da qualcuno? Semplicemente perché, la vedova era ritornata libera, dopo che il marito era morto, quindi NON AVEVA PIU’ L’AUTORITA’ DEL MARITO SU DI LEI. Anche per quanto riguarda la RIPUDIATA, dal momento che era stata mandata via, IL MARITO NON AVEVA PIU’ L’AUTORITA’ SU DI LEI, e quindi i voti NON potevano essere annullati da nessuno.

Come vedete, anche in questo caso, la donna ripudiata dal marito, “per qualunque ragione”, doveva rimanere senza sposarsi.

Comunque, dalla reazione che i discepoli hanno avuto, sentita la risposta che il Signor Gesù dette ai Farisei, fa comprendere che l’uomo non avrebbe avuto nessuna possibilità di risposarsi, finché l’altro coniuge sarebbe stato in vita. verso 10:I discepoli gli dissero: Se tale è il caso dell’uomo rispetto alla donna, non conviene di prender moglie.” Avete notato cosa dicono gli apostoli a Gesù? Che se le cose stavano nel modo che Gesù aveva appena detto era meglio NON sposarsi. Vedete? Infatti loro avevano compreso bene la risposta che Gesù aveva dato ai Farisei. Gli apostoli avevano capito bene che era meglio NON sposarsi visto che NON c’era nessuna possibilità di risposarsi finché l’altro coniuge restava in vita; infatti la legge affermava che, chi si sposava diveniva, “una stessa carne”, con l’altro coniuge.

QUINDI, il Signore Gesù NON ha mai concesso le seconde nozze, a chi mandava via la moglie, perché era palese che gli adulteri e/o i fornicatori venivano messi a morte, e di conseguenza il marito o la moglie rimanevano vedove/i e si potevano risposare.

Anche Giovanni Battista sapeva bene che NON era possibile ad un uomo sposare una donna già sposata, finché il marito era ancora in vita. Infatti Giovanni ha rimproverato Erode perché aveva sposato Erodiada, moglie di suo fratello Filippo, questo mentre suo fratello, era ancora in vita. Leggiamo: “Ma Erode, udito ciò, diceva: Quel Giovanni ch’io ho fatto decapitare, è lui che è risuscitato! 17 Poiché esso Erode avea fatto arrestare Giovanni e l’avea fatto incatenare in prigione a motivo di Erodiada, moglie di Filippo suo fratello, ch’egli, Erode, avea sposata. 18 Giovanni infatti gli diceva: E’ non t’è lecito di tener la moglie di tuo fratello!” (Marco 6:16-18)

Erode, infatti aveva sposato una donna già sposata, mentre il marito era ancora in vita. Ella quindi era un’adultera, e poiché era pure sua cognata, secondo la legge, egli non poteva assolutamente avere rapporti sessuali con lei. Infatti è scritto: “Se uno prende la moglie di suo fratello, è una impurità, egli ha scoperto la nudità di suo fratello; non avranno figliuoli.” (Levitico 20:21) In pratica dovevano essere uccisi tutte e due.

Anche l’Apostolo Paolo, mentre spiegava ai Romani che ora NON siamo più sotto la legge ma sotto la grazia, prende come esempio la donna sposata, dicendo: “O ignorate voi, fratelli (poiché io parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge signoreggia l’uomo per tutto il tempo ch’egli vive? 2 Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito.3 Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo.” (Romani 7:1-3)

Come potete vedere Paolo spiega ai Romani che la donna è legata al marito finché il marito è in vita, ma se il marito muore ella è libera di risposarsi, altrimenti se la donna mandata via si risposa mentre il marito è in vita sarà chiamata adultera. Stesso pensiero del Signore Gesù cristo.

Sempre l’Apostolo Paolo, rispondendo alla chiesa di Corinto, riguardo alle domande sul matrimonio dice, al cap. 7: (metto i primi 17 versetti per comprendere bene il contesto)

“Or quant’è alle cose delle quali m’avete scritto, è bene per l’uomo di non toccar donna; 2 ma, per evitar le fornicazioni, ogni uomo abbia la propria moglie, e ogni donna il proprio marito. 3 Il marito renda alla moglie quel che le è dovuto; e lo stesso faccia la moglie verso il marito. 4 La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; e nello stesso modo il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie. 5 Non vi private l’un dell’altro, se non di comun consenso, per un tempo, affin di darvi alla preghiera; e poi ritornate assieme, onde Satana non vi tenti a motivo della vostra incontinenza. 6 Ma questo dico per concessione, non per comando; 7 perché io vorrei che tutti gli uomini fossero come son io; ma ciascuno ha il suo proprio dono da Dio; l’uno in un modo, l’altro in un altro. 8 Ai celibi e alle vedove, però, dico che è bene per loro che se ne stiano come sto anch’io. 9 Ma se non si contengono, sposino; perché è meglio sposarsi che ardere. 10 Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, 11 (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie. 12 Ma agli altri dico io, non il Signore: Se un fratello ha una moglie non credente ed ella è contenta di abitar con lui, non la lasci; 13 e la donna che ha un marito non credente, s’egli consente ad abitar con lei, non lasci il marito; 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figliuoli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 15 Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 16 perché, o moglie, che sai tu se salverai il marito? Ovvero tu, marito, che sai tu se salverai la moglie?17 Del resto, ciascuno seguiti a vivere nella condizione assegnatagli dal Signore, e nella quale si trovava quando Iddio lo chiamò. E così ordino in tutte le chiese.” (1Corinzi 7:1-17)

L’Apostolo Paolo, al versetto 10, inizia facendo subito una premessa importante, infatti ricorda a tutti, che quello che stava per dire, era un ordine del Signore, non suo, e dice: “MA AI CONIUGI ORDINO NON IO MA IL SIGNORE, che la moglie NON si separi dal marito, 11 (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.” Qui vediamo, con chiarezza, che NON sono previste le seconde nozze, perchè Paolo dice, se mai uno si dovesse separare, NON SI DEVE RISPOSARE, ma deve rimanere in quello stato, oppure si può riconciliare con il marito o con la moglie. A conferma di ciò, Paolo al versetto 39 dello stesso capitolo dice: “La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore.” Vedete? Anche qui il pensiero di Paolo, riguardo il matrimonio, è che il vincolo matrimoniale finisce solo con la morte di uno dei due coniugi. Altrimenti niente seconde nozze, se il coniuge è ancora in vita.

Adesso con queste premesse analizziamo i versi dal 12 al 15, che tanti prendono per giustificare le seconde nozze. Per prima cosa, dobbiamo ancora notare la precisazione di Paolo che, quello che stava per dire, NON ERA UN ORDINE DEL SIGNORE ma un SUO consiglio. Leggiamo:

Ma agli altri dico io, non il Signore: Se un fratello ha una moglie non credente ed ella è contenta di abitar con lui, non la lasci; 13 e la donna che ha un marito non credente, s’egli consente ad abitar con lei, non lasci il marito; 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figliuoli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 15 Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace;” 1Corinzi 7:12-15)

Con questi passi alcuni vogliono giustificare le seconde nozze, dopo la separazione dal coniuge non credente. MA come può essere vero questo se, come abbiamo appena letto, Paolo insegnava l’opposto? Infatti, abbiamo letto prima che Paolo insegnava come il Signore gli aveva comandato, e cioè: “Ma ai coniugi ordino non io ma il Signore, che la moglie non si separi dal marito, 11 (e se mai si separa, rimanga senza maritarsi o si riconcilî col marito); e che il marito non lasci la moglie.” Perciò, se escludiamo che, Paolo NON si stava riferendo al VINCOLO MATRIMONIALE, quando al verso 15 ha detto:Però, se il NON credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono vincolati”; Questo vorrebbe dire invece che, Paolo, si stava riferendo, ad UN ALTRO VINCOLO. Infatti Paolo si riferiva al VINCOLO DI CONVIVENZA che i coniugi hanno. Praticamente, Paolo stava dicendo: SE la convivenza, (vivere insieme sotto lo stesso tetto), diventava impossibile, e SE il NON CREDENTE voleva separarsi, (NON IL CREDENTE), allora il fratello o la sorella, non avevano più l’obbligo di vivere insieme, sotto lo stesso tetto, e potevano separarsi, MA NON RISPOSARSI.

L’apostolo Paolo DOPO aver scritto per quelli sposati, per le vedove e per i celibi, scrive anche per le vergini, dicendo: “ Or quanto alle vergini, io non ho comandamento dal Signore; ma do il mio parere, come avendo ricevuto dal Signore la grazia d’esser fedele. 26 Io stimo dunque che a motivo della imminente distretta sia bene per loro di restar come sono; poiché per l’uomo in genere è bene di starsene così. 27 Sei tu legato a una moglie? Non cercare d’esserne sciolto. Sei tu sciolto da moglie? Non cercar moglie. 28 Se però prendi moglie, non pecchi; e se una vergine si marita, non pecca; ma tali persone avranno tribolazione nella carne, e io vorrei risparmiarvela.” (…) ”36 Ma se alcuno crede far cosa indecorosa verso la propria figliuola nubile s’ella passi il fior dell’età, e se così bisogna fare, faccia quello che vuole; egli non pecca; la dia a marito.” (1Corinzi 7:25-28 e 36)

Come potete vedere, l’apostolo Paolo, (fermo della sua convinzione, che per l’uomo è meglio se NON si sposa, e rimane nella condizione in cui era lui), da un suo parere, riguardo alle vergini. Nel consigliare i padri delle vergini, fa degli esempi in generale. Infatti dice:

1)Sei tu legato a una moglie? Non cercare d’esserne sciolto.” Qui è molto chiaro, perché, è come se Paolo stesse dicendo: “sei sposato? (legato a una moglie), NON cercare di separarti.

2)Sei tu sciolto da moglie? Non cercar moglie.” Qui, se teniamo in mente il fatto che, in questo contesto, Paolo, sta scrivendo alle persone NON sposate, come le vergini. Allora comprenderemo che, anche qui, è come se Paolo avesse detto: “non sei sposato? (legato a una moglie), NON cercar moglie. Ma se ti vuoi sposare, puoi farlo, NON pecchi”. E’ per questo motivo che, subito dopo, Paolo continua, dicendo: sia colui che NON è legato a una moglie, (non sposato), sia la vergine, se si sposano NON peccano.

3) (Riguardo a: “Sei tu sciolto da moglie? Non cercar moglie.” potrebbe, essere che, Paolo, si stesse riferendo a un persona vedova. Infatti i vedovi dal momento che la moglie moriva, veniva sciolto dal vincolo matrimoniale, e si poteva risposare.) Però, io credo sia il punto 2 quello giusto.

Concludo dicendo che, il pensiero dell’apostolo Paolo, riguardo al matrimonio, era chiaro, fin dall’inizio, infatti chiude il capitolo ricordando che: “La moglie è vincolata per tutto il tempo che vive suo marito; ma, se il marito muore, ella è libera di maritarsi a chi vuole, purché sia nel Signore.” (versetto 39). Per cui, asserire che Paolo, in questo capitolo, abbia in qualche modo concesso le seconde nozze, a chi si separava dalla moglie o dal marito, si sbaglia di grosso.

Quindi fratelli e sorelle, sia il nostro Signore Gesù Cristo, sia l’Apostolo Paolo e anche Giovanni Battista nei loro insegnamenti NON hanno mai permesso le seconde nozze, anzi, hanno ribadito con forza che l’uomo o la donna, una volta uniti in matrimonio, sono una stessa carne, e SOLAMENTE la morte di uno dei coniugi scioglierebbe il matrimonio. Per cui, se un credente si separa dalla moglie o dal marito non credente, DEVE rimanere SENZA RISPOSARSI.

Quindi, fratelli e sorelle, vi esorto a diffidare di coloro che insegnano che, se il fratello o la sorella si separa dalla moglie o dal marito NON credente, possono risposarsi, perché NON è vero. Infatti come abbiamo visto, separandosi dal coniuge non credente, viene meno SOLO il vincolo di convivenza; e questo NON scioglie il matrimonio, perchè, come abbiamo letto, coloro che si sposano, diventano “una stessa carne”, e rimangono legati con l’altro coniuge, fino alla morte di esso. Oggi, che siamo sotto la grazia, queste cose NON DOVREBBERO SUCCEDERE. Se mai dovesse succedere tra credenti che, il marito o la moglie si separano, essi DEVONO restare in quella condizione, fino alla morte dell’altro coniuge, poi si possono risposare. OPPURE se vogliono si possono riconciliare e ritornare a vivere insieme. Se la moglie o il marito credenti, dovessero peccare di fornicazione/adulterio, SE POI SI RAVVEDONO e chiedono perdono a Dio, verranno perdonati. Perchè noi Sappiamo che, il Signore Gesù Cristo, ha detto che solo il peccato contro lo Spirito Santo NON verrà perdonato. Per cui, se la moglie o il marito, si ravvedono dal loro peccato e non peccano più, il Signore li perdona. MA se non si ravvedono e continuano a peccare, allora si adempie in loro la parola che dice: “Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, 10 né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio.” (1Corinzi 6:9,10)

Che Dio vi illumini.

Giuseppe Palamara

 

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One thought on “MEDITAZIONE SULL’ADULTERIO E SULLE SECONDE NOZZE

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