LA CHIAMATA DI ABRAMO

LA CHIAMATA DI ABRAMO

Premessa: Con questo scritto NON voglio e NON mi permetterei mai di dubitare della fede, che Abramo aveva verso Dio, (magari avessi io la metà di quella fede). Quindi, voglio parlarvi di una parziale disubbidienza di Abramo, al comando che Dio gli aveva dato, quando era ancora in Ur dei Caldei. Per cui, ricordiamoci che, anche Abramo era un uomo soggetto a sbagliare, come noi. Infatti, nella Bibbia è scritto: “Che dunque? Abbiam noi qualche superiorità? Affatto; perché abbiamo dianzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato, 10 siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, neppur uno.” (Romani 3:9,10)

Naturalmente, in questo scritto, NON mi riferisco a quando Abramo, in due occasioni, ha detto che, sua moglie Sara era sua sorella, perché in effetti, Sara, era veramente anche sua sorella. Infatti Sara, era figlia di suo padre ma non di sua madre: “Inoltre, ella è proprio mia sorella, figliuola di mio padre, ma non figliuola di mia madre; ed è diventata mia moglie.” (Genesi 20:12)

Leggiamo alcuni passi, così CAPIREMO in che consiste, questa parziale disubbidienza.

Genesi 12:1-3 “Or l’Eterno disse ad Abramo: “Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò; 2 e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione; 3 e benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra”.

Genesi 24:7 “L’Eterno, l’Iddio dei cieli, che mi trasse dalla casa di mio padre e dal mio paese natale e mi parlò e mi giurò dicendo: Io darò alla tua progenie questo paese,…”

Isaia conferma che, Abramo, fu chiamato solo:

Isaia 51:2 “Considerate Abramo vostro padre, e Sara che vi partorì; poiché io lo chiamai quand’egli era solo, lo benedissi e lo moltiplicai.

Anche Stefano, il primo martire, conferma che Abramo fu chiamato solo:

Atti 7:2-4 “Ed egli disse: Fratelli e padri, ascoltate. L’Iddio della gloria apparve ad Abramo, nostro padre, mentr’egli era in Mesopotamia, prima che abitasse in Carran, 3 e gli disse: Esci dal tuo paese e dal tuo parentado, e vieni nel paese che io ti mostrerò. 4 Allora egli uscì dal paese de’ Caldei, e abitò in Carran; e di là, dopo che suo padre fu morto, Iddio lo fece venire in questo paese, che ora voi abitate.”

Leggendo bene tutti questi passi, che riguardano la chiamata di Abramo da parte di Dio, si capisce chiaramente che: la chiamata a uscire da Ur dei Caldei, per andare nella terra promessa, era SOLO per Abramo e NON per i parenti. Purtroppo, Abramo, nonostante Dio gli avesse comandato di andarsene, dalla casa di suo padre e dal suo parentado, per andare nella terra promessa, parte con il padre Terah e il nipote Lot. Dio era stato chiaro in merito, infatti gli aveva detto: Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò”. Secondo queste parole, Abramo avrebbe dovuto lasciare suo padre e il nipote Lot, in Ur dei Caldei, e partire per Canaan, solamente con sua moglie Sara e i suoi servitori. Infatti, come abbiamo letto, Dio aveva detto ad Abramo, “VATTENE”, significandogli che, il comando era SOLO per lui. Se invece Dio voleva che, anche i parenti di Abramo, andassero nella terra promessa, gli avrebbe detto, ANDATEVENE”, da Ur dei Caldei tu e i tuoi parenti. Però come sappiamo, Abramo non ha fatto, come Dio gli aveva comandato e parte per la terra promessa, insieme a suo padre e suo nipote. Lungo il cammino, si fermano a Charan e dimorano in quel paese, per un po’ di tempo. Leggiamo: “E Terah prese Abramo, suo figliuolo, e Lot, figliuolo di Haran, cioè figliuolo del suo figliuolo, e Sarai sua nuora, moglie d’Abramo suo figliuolo, e uscirono insieme da Ur de’ Caldei per andare nel paese di Canaan; e, giunti a Charan, dimorarono quivi. 32 E il tempo che Terah visse fu duecentocinque anni; poi Terah morì in Charan.” (Genesi 11:31,32)

In questo passo sembrerebbe che sia stato Terah a ricevere il mandato da Dio, per partire per la terra promessa, perché è scritto che, partendo da Ur dei Caldei, fu Terah a prendere Abramo, il nipote Lot e Sarai sua nuora. (E molto probabile che, Abramo, non volendo lasciare suo padre, perché era vecchio, e non volendo nemmeno lasciare suo nipote Lot, perché era orfano, abbia parlato con suo padre, dicendogli che partiva per la terra di Canaan, per comando di Dio e Terah abbia deciso di andare con il figlio. Ora, dal momento che, Terah, era il capo famiglia, e probabile che, questi fatti vengono appunto narrati, partendo dal capo famiglia. Come dire che, Terah trasferendosi in un’altra città ha portato con se suo figlio Abramo, la nuora e in nipote Lot, rimasto orfano del padre.) Però noi sappiamo, dai versi che abbiamo letto prima, che è stato Abramo a ricevere la promessa. A questo punto, dobbiamo domandarci, per quale motivo dimorarono in Charan, invece di ripartire dopo qualche giorno, dopo essersi riposati e riforniti per il viaggio? Il motivo principale era che: il padre di Abramo, Terah, NON FACEVA PARTE DELLA PROMESSA, per cui Terah NON doveva in nessun modo andare, nel paese di Canaan, perché? Perchè come abbiamo letto, la promessa era stata fatta da Dio ad Abramo e alla sua progenie. In questa promessa Dio NON aveva incluso il padre di Abramo Terah, né i suoi parenti, e come vedremo più avanti, nemmeno il nipote Lot, faceva parte. Il comando era chiaro, “VATTENE”, e Abramo avrebbe dovuto andare via solo con sua moglie Sara e i suoi servitori, che non facevano parte dei suoi parenti, lasciando suo padre, e tutti i suoi parenti in Ur dei Caldei. Perchè questa esclusione di Terah, dalla terra promessa? Il motivo dell’esclusione è stato perché, Terah era un idolatra, NON serviva l’Iddio di Abramo, il vero Dio, ma serviva altri dèi, come gli altri popoli. Questo fatto, viene riportato nel libro di Giosuè, dove Dio stesso parla per bocca di Giosuè: leggiamo: “E Giosuè disse a tutto il popolo: ‘Così parla l’Eterno, l’Iddio d’Israele: I vostri padri, come Terah padre d’Abrahamo e padre di Nahor, abitarono anticamente di là dal fiume, e servirono ad altri dèi.” (Giosuè 24:2)

Come potete vedere, da questo versetto, si comprende bene che, il motivo della sosta in Charan, aveva uno scopo ben preciso. Infatti la lunga sosta è stata necessaria, finché Terah non morisse. E’ questo il motivo della sosta a Charan, è servita appunto per impedire che, Terah, il Padre di Abramo, mettesse piede nella terra promessa, e così avvenne: “E il tempo che Terah visse fu duecentocinque anni; poi Terah morì in Charan. (Genesi 11:32) Per cui, subito dopo che Terah muore, Dio fa proseguire Abramo da Charan, per la terra promessa. Leggiamo: “ E Abramo se ne andò, come l’Eterno gli avea detto, e Lot andò con lui. Abramo aveva settantacinque anni quando partì da Charan. 5 E Abramo prese Sarai sua moglie e Lot, figliuolo del suo fratello, e tutti i beni che possedevano e le persone che aveano acquistate in Charan, e partirono per andarsene nel paese di Canaan; e giunsero nel paese di Canaan.” (Genesi 12:4,5)

A questo punto, giungendo nella terra promessa, si presenta un’altro problema per Abramo, perché come avevo accennato prima, NEMMENO Lot faceva parte della promessa fatta da Dio ad Abramo. Perché? Perchè Dio, non soltanto aveva detto ad Abramo: “…Vattene dalla casa di tuo padre”, ma aveva anche detto : ”…Vattene dal tuo parentado”. Infatti sappiamo che, un nipote è un parente, per cui, essendo Lot parte del “parentado”, di Abramo, NON era progenie di Abramo. NON discendeva da Abramo, ma come sappiamo, era il nipote, figlio di suo fratello Haran, morto nel paese di Ur dei Caldei. Quindi Lot NON aveva nessun diritto a ereditare la terra che, Dio aveva promesso ad Abramo e alla sua progenie. (Anche perché, il vero erede di Abramo, lo sappiamo dalle scritture, è stato Isacco, nato più tardi nella terra di Canaan, secondo la promessa che Dio aveva fatto ad Abramo e Sara. Leggiamo:E Dio disse ad Abrahamo: ‘Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamar più Sarai; il suo nome sarà, invece Sara. 16 E io la benedirò, ed anche ti darò di lei un figliuolo; io la benedirò, ed essa diverrà nazioni; re di popoli usciranno da lei’. 17 Allora Abrahamo si prostrò con la faccia in terra e rise; e disse in cuor suo: ‘Nascerà egli un figliuolo a un uomo di cent’anni? e Sara, che ha novant’anni, partorirà ella?’ 18 E Abrahamo disse a Dio: ‘Di grazia, viva Ismaele nel tuo cospetto!’ 19 E Dio rispose: ‘No, ma Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Isacco; e io fermerò il mio patto con lui, un patto perpetuo per la sua progenie dopo di lui.” (Genesi 17:15-19) Quindi la promessa era per Isacco, figlio legittimo di Abramo, avuto con sua moglie Sara, e NON anche per il “parentado” di Abramo.)

Una volta giunti a Canaan, Abramo e Lot, girano il paese in lungo e in largo. Dio conferma ad Abramo la promessa, anche dopo, che sono arrivati nella terra di Canaan: “E l’Eterno apparve ad Abramo e disse: ‘Io darò questo paese alla tua progenie’. Ed egli edificò quivi un altare all’Eterno che gli era apparso.” (Genesi 12:7)

Ora, dal momento che, Abramo e Lot, vivevano insieme, come un’unica famiglia, SERVIVA UN MODO per far allontanare Lot da Abramo, lontano dalla terra promessa. In modo che Dio potesse MOSTRARE ad Abramo la terra, che gli aveva promesso, quando ancora era in Ur dei Caldei. Infatti ricordiamo che la promessa terminava con: “…che io ti mostrerò. Così un giorno, il Signore, “intervienefacendo nascere una contesa, tra i pastori di Abramo e i pastori di Lot, in modo che, Abramo e Lot, si separassero. Leggiamo:

E nacque una contesa fra i pastori del bestiame d’Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I Cananei e i Ferezei abitavano a quel tempo nel paese. 8 E Abramo disse a Lot: ‘Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, poiché siam fratelli! 9 Tutto il paese non sta esso davanti a te? Deh, sepàrati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; e se tu vai a destra, io andrò a sinistra’.10 E Lot alzò gli occhi e vide l’intera pianura del Giordano. Prima che l’Eterno avesse distrutto Sodoma e Gomorra, essa era tutta quanta irrigata fino a Tsoar, come il giardino dell’Eterno, come il paese d’Egitto.11 E Lot si scelse tutta la pianura del Giordano, e partì andando verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro.12 Abramo dimorò nel paese di Canaan, e Lot abitò nelle città della pianura e andò piantando le sue tende fino a Sodoma.” (Genesi 13:7-12)

Vedete? Serviva l’intervento di Dio, per allontanare Lot dalla terra promessa, altrimenti avrebbero continuato a vivere insieme. Infatti, DOPO che Dio ha fatto nascere la contesa, tra i pastori di Lot e quelli di Abramo, Lot si separa da Abramo, ed esce dai confini di Canaan. A questo punto, era arrivato il momento da parte di Dio, di far VEDERE ad Abramo TUTTO il Paese di Canaan e anche i suoi confini, nella sua interezza, secondo la promessa che, terminava dicendo: “…che Io ti mostrerò”. Perché, come abbiamo visto, finchè Lot è stato con Abramo, la promessa non si era potuta adempiere. Ecco allora che, DOPO che Lot era uscito dalla terra di Canaan, il Signore, dice ad Abramo: “Alza ORA gli occhi tuoi e mira….”. Leggiamo: “E l’Eterno disse ad Abramo, dopo che Lot si fu separato da lui: “Alza ora gli occhi tuoi e mira, dal luogo dove sei, a settentrione, a mezzogiorno, a oriente, a occidente. 15 Tutto il paese che vedi, lo darò a te e alla tua progenie, in perpetuo. 16 E farò si che la tua progenie sarà come la polvere della terra; in guisa che, se alcuno può contare la polvere della terra, anche la tua progenie si potrà contare. 17 Lèvati, percorri il paese quant’è lungo e quant’è largo, poiché io te lo darò”.18 Allora Abramo levò le sue tende, e venne ad abitare alle querce di Mamre, che sono a Hebron; e quivi edificò un altare all’Eterno.” (Genesi 13:14-18)

Come potete vedere da tutte queste scritture, la parola di Dio era chiara, Abramo avrebbe dovuto partire, per la terra promessa da solo e NON portarsi dietro i parenti. Abbiamo anche visto che, Dio, per rimediare alla parziale disubbidienza di Abramo, prima ha dovuto intervenire, facendo dimorare Abramo in Charan, fino alla morte del padre; poi, facendo nascere una contesa tra i pastori di Abramo e i pastori di Lot, in modo che si separassero, l’uno dall’altro, e così è stato. In questo modo, Dio, ha potuto adempiere la promessa, che aveva fatto ad Abramo. Infatti noi sappiamo che, il Signore vigila sempre sulla sua parola, in modo che tutto vada a compimento, secondo la sua volontà. “Poi la parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: ‘Geremia, che vedi?’ Io risposi: ‘Vedo un ramo di mandorlo’. E l’Eterno mi disse: 12 ‘Hai veduto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto’. (Geremia 1:11,12)

(Comunque, sappiamo che Dio per amore di Abramo, ha benedetto anche Lot. Infatti Dio ha provveduto una terra a Lot e alla sua discendenza, una terra però, NON DENTRO alla terra promessa ad Abramo e alla sua progenie, MA oltre i suoi confini; infatti Dio ha dato a Lot il territorio di Moab e il territorio di Ammon.)

Concludo ricordando che: Anche noi credenti siamo stati “chiamati”, da Dio, per andare nella “terra promessa”, (in cielo). Per cui, a volte anche noi, facciamo qualcosa che NON è secondo la volontà di Dio. Oppure, in noi c’è qualcosa, che è di intralcio, alla nostra vita spirituale e quindi, per poter andare avanti, dobbiamo separarcene. Quindi, anche noi, fino a quando NON ci “separiamo” da quelle cose, impediamo al Signore, di operare nella nostra vita. Facciamo come Davide, che pregando chiedeva aiuto a Dio: “Chi conosce i suoi errori? Purificami da quelli che mi sono occulti. 13 Trattieni pure il tuo servitore dai peccati volontari, e fa’ che non signoreggino su me; allora sarò integro, e puro di grandi trasgressioni. 14 Siano grate nel tuo cospetto le parole della mia bocca e la meditazione del cuor mio, o Eterno, mia ròcca e mio redentore!” (Salmo 19:12-14)

Chiediamo al Signore, di farci vedere TUTTE le cose negative, che sono in noi, e di aiutarci a eliminarle. Amen!

Giuseppe Palamara

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