Eresie Insegnate dalla Chiesa Cattolica Romana

Questi sono i dieci comandamenti che Dio pronunziò sul monte Sinai e che scrisse con il suo dito sulle due tavole di pietra che diede al suo servo Mosè.

Foto 10 comandamenti

Il primo: “Io sono l’Eterno, l’Iddio tuo, che ti ho tratto dal paese d’Egitto, dalla casa di servitù. Non avere altri dii nel mio cospetto” (Es. 20:2,3).


Il secondo:
“Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti(Es. 20:4-6).
Il terzo: “Non usare il nome dell’Eterno, ch’è l’Iddio tuo, in vano; perché l’Eterno non terrà per innocente chi avrà usato il suo nome in vano (Es. 20:7).
Il quarto: “Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fà in essi ogni opera tua; ma il settimo é giorno di riposo, sacro all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch’è dentro alle tue porte; poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato(Es. 20:8-11).
Il quinto: “Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti dà” (Es. 20:12).


Il sesto
: “Non uccidere” (Es. 20:13).


Il settimo:
“Non commettere adulterio” (Es. 20:14).
L’ottavo: “Non rubare” (Es. 20:15).
Il nono: “Non attestare il falso contro il tuo prossimo” (Es. 20:16).
Il decimo: “Non concupire la casa del tuo prossimo; non concupire la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo” (Es. 20:17).


 

I dieci comandamenti come insegnati dalla Chiesa Cattolica Romana

Foto 10 comandamenti Chiesa Cattolica Romana

Ecco come la chiesa cattolica romana li ha modificati e così li insegna ai suoi fedeli, piccoli e grandi, pur sapendo bene che modificandoli, trasgrediscono l’ordine dato da Dio:

Deuteronomio 4:2  Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla; ma osserverete i comandamenti dell’Eterno Iddio vostro che io vi prescrivo.”

(Apocalisse 22:18,19)  ““Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell’albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro.”

Il primo: ‘Io sono il Signore Dio tuo. Non avrai altro Dio fuori di me’.
Il secondo: ‘Non nominare il nome di Dio invano’.
Il terzo: ‘Ricordati di santificare le feste’.
Il quarto: ‘Onora il padre e la madre’.
Il quinto: ‘Non ammazzare’.
Il sesto: ‘Non commettere atti impuri’.
Il settimo: ‘Non rubare’.
L’ottavo: ‘Non dire falsa testimonianza’.
Il nono: ‘Non desiderare la donna d’altri’.
Il decimo: ‘Non desiderare la roba d’altri’.


L’ IDOLATRIA NELLA CHIESA CATTOLICA ROMANA

Foto Idolatria

La sacra Scrittura ci ordina di guardarci dall’idolatria. Paolo dice infatti: “Fuggite l’idolatria (1 Cor. 10:14) e Giovanni alla fine della sua prima epistola dice: “Figliuoletti, guardatevi dagl’idoli (1 Giov. 5:21).
Vediamo ora come si manifesta l’idolatria al fine di comprendere che cosa nella pratica non dobbiamo fare per non diventare agli occhi di Dio degli idolatri.

Al monte Sinai mentre Mosè si trovava sul monte il popolo non vedendolo arrivare disse ad Aaronne: “Orsù, facci un dio, che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Mosè, a quest’uomo che ci ha tratto dal paese d’Egitto, non sappiamo che ne sia stato’. E Aaronne rispose loro: ‘Staccate gli anelli d’oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figliuoli e delle vostre figliuole, e portatemeli’. E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d’oro e li portò ad Aaronne, il quale li prese dalle loro mani, e, dopo averne cesellato il modello, ne fece un vitello di getto. E quelli dissero: ‘O Israele, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese d’Egitto!’ Quando Aaronne vide questo, eresse un altare davanti ad esso, e fece un bando che diceva: ‘Domani sarà festa in onore dell’Eterno!’ E l’indomani, quelli si levarono di buon’ora, offrirono olocausti e recarono de’ sacrifizi di azioni di grazie; e il popolo si adagiò per mangiare e bere, e poi si alzò per divertirsi” (Es. 32:1-6).

L’apostolo Paolo prendendo questo esempio di idolatria del popolo d’Israele dice ai Corinzi: “Or queste cose avvennero per servir d’esempio a noi, onde non siam bramosi di cose malvage, come coloro ne furon bramosi; onde non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo che è scritto: Il popolo si sedette per mangiare e per bere, poi s’alzò per divertirsi” (1 Cor. 10:6-7).

Ma perché non dobbiamo farci degli idoli per rendergli il culto?

Perché gli idoli provocano ad ira e a gelosia il nostro Dio che è ‘il Geloso’ che vuole che il culto sia reso solo a Lui. E difatti il popolo d’Israele facendosi degli idoli nel deserto e rendendogli il culto provocò ad ira e a gelosia Dio secondo che è scritto: “Essi m’han mosso a gelosia con ciò che non è Dio, m’hanno irritato coi loro idoli vani” (Deut. 32:21).

Ecco perché Dio disse ad Israele: “Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose, e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione…” (Es. 20:4-5) ed ancora:

Or dunque, siccome non vedeste alcuna figura il giorno che l’Eterno vi parlò in Horeb in mezzo al fuoco, vegliate diligentemente sulle anime vostre, affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, la rappresentazione di qualche idolo, la figura d’un uomo o d’una donna, la figura di un animale tra quelli che son sulla terra, la figura d’un uccello che vola nei cieli, la figura d’una bestia che striscia sul suolo, la figura d’un pesce che vive nelle acque sotto la terra…” (Deut. 4:15-18).

Come si può ben vedere tra le sculture e le immagini vietate da Dio ci sono pure quelle di uomini e di donne, a riprova questo che sono idoli non solo le sculture e le immagini che rappresentano degli animali, ma anche quelle che rappresentano un uomo e una donna, quindi anche una statua o una immagine che rappresenta Gesù, Paolo, o Maria sono degli idoli. 

Come ben sappiamo però i Cattolici romani non li chiamano idoli e non vogliono assolutamente che noi li chiamiamo idoli ma ‘immagini sacre’ perché loro dicono che essi non li adorano ma le venerano perché servono loro a ricordarsi di coloro che quelle statue e immagini rappresentano e imitarne così le virtù. E dato che questo ragionamento potrebbe insinuarsi pure tra di voi, fratelli vi dico che le cose non stanno affatto così; innanzi tutto perché Dio ha ordinato di non farsi scultura e immagine alcuna di qualsiasi cosa o persona o bestia non importa dove esse si trovano, e poi perché Egli ha detto di non servirle il che significa non pulirle, non portarle in giro, non mettergli davanti né candele e né fiori e non offrigli nessun sacrificio e non onorarle in nessuna maniera, tutte cose che una volta che la statua o l’immagine è stata fatta sono inevitabili che avvengono infatti abbiamo visto che gli Israeliti dopo essersi fatti il vitello d’oro lo adorarono e gli offrirono dei sacrifici.

E che nessuno fra voi pensi che servendo una statua o un immagine il servizio verrebbe reso a Dio perché ciò non è vero; anzi il servizio verrebbe reso ai demoni che si celano dietro qualsiasi idolo.

L’apostolo Paolo ha detto infatti che “le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demonî e non a Dio” (1 Cor. 10:20): la stessa cosa si può dire di qualsiasi servizio o sacrificio reso ad una statua o a una immagine; esso è offerto ai demoni e non a Dio. E quindi dobbiamo fuggire qualsiasi servizio o sacrificio reso ad una immagine o una statua cosiddetta sacra per non provocare a gelosia Dio.

A riguardo dei sacrifici agli idoli faccio presente che come credenti siamo chiamati ad astenerci dalle cose sacrificate agli idoli (cfr. Atti 15: 20, 29; 1 Cor. 10:14-31), sia esse frutta, animali, dolci o altro, e questo perché quelle cose sono contaminate nei sacrifici agli idoli essendo offerte ai demoni e non a Dio.

E quindi quando arriva la festa del cosiddetto patrono locale o nazionale ci si deve astenere da qualsiasi cosa venga fatta in onore di quell’uomo o di quella donna morti. Fratelli, se in casa vostra conservate ancora delle statue o delle immagini della chiesa cattolica romana, prendeteli e distruggeteli.
Non esistono però solo idoli fatti di legno, di gesso, o di pietra o di carta raffiguranti un animale o un’essere umano ma anche altri tipi di idoli. Per esempio quando un uomo comincia ad amare il denaro egli diventa un idolatra e quindi il denaro diventa il suo idolo; ecco perché Paolo ha detto che l’avaro è un idolatra (cfr. Ef. 5:5).
Anche quando un uomo comincia ad amare un suo familiare più di Gesù Cristo egli diventa un idolatra; ecco perché Gesù ha detto: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me” (Matt. 10:37). E la stessa cosa si può dire di chi comincia ad amare il lavoro, o la propria casa, o la macchina o qualsiasi altro oggetto, più di Gesù Cristo. Chi fa così in verità non è degno di Gesù.
Quindi per concludere fratelli, non provochiamo ad ira e a gelosia il nostro Dio con nessuna forma di idolatria. Sappiate che gli idolatri non erediteranno il regno di Dio ma saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità (cfr. 1 Cor. 6:9; Ap. 21:8).
Con uno che si dice fratello ed è un idolatra non ci si deve mischiare, anzi neppure mangiare (cfr. 1 Cor. 5:8-12).Temete Dio, fratelli, amatelo con tutto il vostro essere e rendetegli il culto in ispirito e verità fino alla fine dei vostri giorni. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

 


Le cento domande per i cattolici di buona volontà

100 domande ai cattolici

 “Le Cento Domande per i Cattolici di Buona Volontà” sono basate su un trattato originale intitolato “Dottrine Cattoliche alla prova” (1923) scritto dal Pastore Evangelico Lorenzo Palmieri d’Avellino, originariamente Prete Cattolico.
Presentando l’opuscolo al pubblico, il Pastore Palmieri si dichiarò disposto a rientrare nella Chiesa Romana, insieme coi suoi convertiti, se qualcuno avesse fornito la prova biblica della falsità delle sue osservazioni. Tale prova non è mai stata fornita. Amplificato dal Pastore Stefano Testa, questo libretto ha avuto fin ora 22 edizioni in inglese e 16 in italiano”.

LA CHIESA

Puoi provare, con la Bibbia:

1. Che Gesù Cristo abbia fondato la Chiesa Cattolica Romana anziché la Sua Chiesa? (Leggi Matteo 16:18).
2. Che le dottrine e le pratiche della Chiesa Romana di oggi siano le stesse di quelle della Chiesa Primitiva? (Leggi Galati 1:8,9).
3. Che la Chiesa di Roma sia quella stessa che Gesù Cristo fondò, cioè:
SANTA ossia preoccupata soltanto di servire Iddio per la redenzione spirituale dell’umanità?

CATTOLICA nel senso che le sue dottrine e pratiche sono state professate da tutta la cristianità dai primi secoli fino ad oggi?

APOSTOLICA vale a dire che sia rimasta fedele alla fede, alla dottrina e alle pratiche degli Apostoli, quali risultano dal Nuovo Testamento, tanto da poter dire: il Vangelo, tutto il Vangelo e nient’altro che il Vangelo?
4. Che alla Chiesa di Cristo possano appartenere dei peccatori non convertiti e impenitenti, ladri, assassini, adulteri, bugiardi, ingannatori, bestemmiatori, idolatri, ecc.? (Leggi Galati 5:19-21; Efesini 5:5; Apocalisse 22:15)

  1. 5. Che non vi sia salvezza fuori della Chiesa Romana? (Leggi Atti 4:10-12).

    NOTA SULLA CHIESA

    Gesù Cristo fondò la Sua Chiesa (Matteo 16:18), basata sulla verità che S. Pietro aveva dichiarata: che Gesù è “il Cristo, il Figlio dell’Iddio vivente“. Gesù ne è il Capo, lo Spirito Santo la Guida, e la Bibbia l’unica norma di fede e di pratica. La Chiesa è composta da tutti i discepoli di Cristo rinati a nuova vita e impegnati ad annunciare la Sua opera redentrice nel mondo. Essa veniva definita cattolica, cioè universale, perché intesa ad abbracciare in una sola famiglia di Dio tutte le persone veramente convertite a Gesù Cristo.

    La Chiesa rimase pura e fede al Vangelo per circa 300 anni. Quella fu l’epoca dei martiri della fede, a causa della persecuzione della Roma pagana. Con la conversione di Costantino Imperatore (nel 313 D.C.), il Cristianesimo fu dichiarato religione di Stato, e moltitudini di pagani furono ammessi nella Chiesa col solo battesimo d’acqua, senza la conversione del cuore. Essi portarono nella Chiesa le loro cerimonie, i loro riti e costumi pagani battezzati con nomi cristiani, talché la Chiesa fu presto paganizzata. La vera fede “cattolica” si trova tutta nel Vangelo e nei libri apostolici, mentre la Chiesa Romana vi ha aggiunto il “Papismo” (introdotto nel 610 D.C.) e molte altre dottrine e pratiche pagane, per cui non ha il diritto di chiamarsi “Cristiana” e “Cattolica”. I Riformatori videro che essa era divenuta la “Babilonia” biblica, cioè la chiesa apostata chiaramente profetizzata nelle Scritture, e che sarà punita e distrutta alla seconda venuta di Cristo (2 Tessalonicesi 2:3-12; 1 Timoteo 4:1-4; Apocalisse 17:18).

    La Riforma del XVI secolo fu una protesta contro queste dottrine pagane; e produsse una separazione dalla chiesa ufficiale da parte di milioni di persone, per ritornare al puro Cristianesimo del Nuovo Testamento. La Chiesa Romana di oggi dovrebbe riformarsi anch’essa e ritornare ad essere veramente Cattolica e Cristiana, rinunciando al Papismo e a tutti quei dogmi e riti che sono contrari alla Parola di Dio. Altrimenti la Chiesa Romana dovrebbe rinunciare al titolo di Cristiana e Cattolica, e chiamarsi semplicemente “Romana”. Il titolo di “Cattolica” conviene piuttosto a quelle chiese Evangeliche che si mantengono fedeli al Vangelo di Cristo e al credo apostolico, senza alcuna aggiunta.

    La vera Chiesa è composta di persone veramente convertite a Gesù Cristo, le quali si trovano in tutte le chiese, e i cui nomi sono scritti nei cieli. Le chiese visibili non sono altro che scuole per educare e preparare i santi, cioè i credenti, per il Regno di Cristo (Luca 10:20; Apocalisse 21:27).

    SAN PIETRO

    Puoi provare con la Bibbia:

    Che S. Pietro fosse il primo Papa?

    7.Che egli esercitasse l’Ufficio di Papa in Roma per 25 anni?

    8. Che egli fosse il «Principe degli Apostoli» e il capo visibile della Chiesa di Cristo?

    9. Che egli avesse ricevuto dal Signore la «suprema Pontificia Potestà», cioè il primato di giurisdizione su tutta la Chiesa Cristiana? (Leggi Matteo 20:26, 28; 1 Pietro 5:1).

    10. Che queste prerogative fossero poi da S. Pietro trasmesse ai vescovi di Roma quali suoi successori fino al giorno d’oggi?
    11. Che S. Pietro abbia mai chiesto o accettato doni per accumularsi un tesoro di argento e di oro, da chiamarsi «Tesoro di S. Pietro» ? (Leggi Atti 3:6; 8:20).

    12. Che S. Pietro abbia mai accettato onori mondani, come l’essere portato sulle spalle di uomini sulla «sedia gestatoria», il bacio del piede, ed altri onori usati dai pagani di allora? (Leggi Atti 10:25, 26).

    NOTA SU SAN PIETRO

    S. Pietro non fu mai papa. Non fu neanche Cattolico Romano, perché ai suoi tempi non esisteva il Cattolicesimo Romano. Prima di convertirsi egli era pescatore, e sposato. Suo fratello Andrea lo presentò a Gesù e Pietro divenne discepolo, poi apostolo.

    Egli fece la famosa confessione che Gesù è «il Cristo, il Figliuol dell’Iddio vivente», e Gesù fece di questa dichiarazione di Pietro, il fondamento della Sua Chiesa.

    Fu un uomo impulsivo, ma sincero sempre. Dopo, rinnegò il Maestro tre volte, ma si penti subito, e ne pianse amaramente (Matteo 4:18-20; 16:18-23; 26: 69-75). Nel giorno della Pentecoste in Gerusalemme si convertirono 3000 persone con la sua predicazione.

    Continuò poi ad essere un semplice predicatore missionario. Non fu mai capo della Chiesa; né mai pretese tale carica, né fu mai riconosciuto per capo dagli altri apostoli. Infatti, la Bibbia non dice che egli sia stato in Roma.

    Egli protestò contro i sacerdoti giudei che volevano proibirgli di predicare, e continuò a predicare il Vangelo, per lo più fra i giudei, senza paura, dicendo sempre che Gesù Cristo è il Capo e fondamento della Chiesa, e che non vi è altro nome per cui possiamo essere salvati.

    Egli raccomandò a tutti la lettura delle Sacre Scritture (Vedi Atti 4:12; 1 Pietro 1:23; 2:2; 2 Pietro 1:19-21).

IL PAPA

Puoi provare con la Bibbia:

13. Che la parola Papa si trova nelle Scritture?

14. Che il Papa sia il «Successore del Principe degli Apostoli, Sommo Pontefice della Chiesa Universale» ?

15. Che il Papa sia effettivamente Viceregnante di Dio sulla terra, e «Vicario di Gesù Cristo » ?

16. Che il Papa quando parla ex-cathedra sia infallibile [o indefettibile, ndr]? (Leggi Romani 3:4, 10-23).

17. Che il Papa debba essere chiamato «Santo Padre» ? (Leggi Matteo 23:9; Giovanni 17:11).

18. Che il Papa possa canonizzare dei santi, cioè dichiarare «santi» certuni per farli venerare o invocare? (Leggi 2 Corinzi 1:1; Filippesi 1:1; Colossesi 1:2).

19. Che il Papa debba avere un regno temporale, essendo «Sovrano dello Stato della Città del Vaticano» con soldati e guardie armate, e pretendere impero poli tico su tutte le nazioni della terra? (Leggi Giovanni 18:36).

20. Che il Papa possa scomunicare chiese e individui, sciogliere dal giuramento di fedeltà ai loro re popoli intieri, e che re, imperatori e presidenti di repubbliche debbano essere soggetti a lui?

21. Che il Papa possa minare l’unità, la libertà e l’indipendenza delle nazioni, specialmente dell’Italia?

22. Che il Papa possa donare o vendere indulgenze, plenarie o parziali, e dare la remissione dei peccati «in articulo mortis» anche per telegramma, a coloro che ne pagano le spese? (Leggi Marco 2:5-11).

23. Che il Papa possa proclamare l’anno Santo ogni 25 anni, e promettere indulgenze speciali e la remissione dei peccati a coloro che vanno a Roma a visitarlo? (Leggi Isaia 1:12-18).

NOTA SUL PAPA

La parola «Papa» non proviene dalla Bibbia. Il titolo di «Papa» cioè vescovo universale, fu rifiutato da molti santi vescovi nei primi secoli della Chiesa. Fu dato al vescovo di Roma dall’empio Imperatore Foca nell’anno 607 d.C. per ragioni politiche. Tutte le pretese del papato sono blasfeme secondo la lettera e lo spirito del Nuovo Testamento. (Leggi 2 Tessalonicesi 2:3-12; Apocalisse 13:1-18).

I PRETI

Puoi provare con la Bibbia:

24. Che Gesù Cristo abbia istituito, oltre gli Apostoli che dovevano predicare il Vangelo, una gerarchia sacerdotale, ossia una casta speciale e privilegiata separata dal popolo? (Leggi Matteo 10:1-8; 23:8).

25. Che gli Apostoli abbiano istituito altri ordini diversi da quelli dei Vescovi o Pastori, Anziani o Presbiteri, Diaconi ed Evangelisti? (Leggi 1 Timoteo 3:1-8; 5:17).

26. Che vescovi e diaconi non possano prendere moglie, e che un prete senza moglie e figli debba essere chiamato «Padre»? (Leggi 1 Timoteo 3:2, 4, 12; 4:3; Matteo 23:9).

27. Che il prete sia una persona molto potente? («Più che i santi e gli angeli, più che i serafini e cherubini, più che la Vergine Maria… parla il prete, ed ecco che Cristo, l’Iddio eterno e onnipotente, china in umile ubbidienza il capo al comando del prete») *. (Leggi 2 Tessalonicesi 2:4; Romani 1:21-22).

* Citazione tratta da: Il Sacerdozio istituzione divina, di J.A. O’ Brien, dottore in filosofia, coll’Imprimatur del Vescovo Noll di Fort Wayne, Indiana, U.S.A., pag. 17, 18.

28. Che vescovi e preti debbano dire messa, confessare la gente, e dare l’assoluzione dei peccati? (Leggi Salmo 51:1; 32:5).

29. Che Gesù abbia istituito i titoli di cardinale, monsignore, ecc.?

30. Che Gesù Cristo o i Suoi Apostoli abbiano consigliato ai loro seguaci di ritirarsi dal mondo, facendosi monaci o monache? (Leggi Luca 10:1-12; Matteo 5:13-16; Giovanni 17:15).

NOTA SUI PRETI

Pastori e Vescovi, Presbiteri ed Anziani, sono sinonimi del Nuovo Testamento che indicano ministri di Dio, predicatori del Vangelo e servi del popolo, e non «sacerdoti», cioè sacrificatori all’altare. I giudei e i pagani avevano dei sacerdoti: anzi furono i sacerdoti giudei che complottarono la morte di Cristo.

Gesù non ordinò sacerdoti per la Sua Chiesa, poiché le Scritture dicono che Egli è il solo Sommo Sacerdote, che vive per sempre, il cui ufficio non trapassa ad un altro, e il cui sacrificio sulla croce non ha bisogno di essere ripetuto (Ebrei 7:21-25; 10: 11-18). S. Paolo inoltre comanda che i Vescovi, gli Anziani e i Diaconi siano mariti di una sola moglie, altrimenti non possono governare la Chiesa di Dio. (Leggi 1 Timoteo 3:1-13; Atti 20:17-36; Tito 1:5-6).

NOTA SULLA CONFESSIONE

La confessione dei peccati per ottenere il perdono è raccomandata in tutta la Bibbia: a Dio, quando Egli è stato offeso (Salmo 32:5; Matteo 6:22; Luca 18:13); agli uomini, quando essi sono stati offesi (Matteo 6:14-15; Luca 17:3-4; Giacomo 5:16); mai ad una terza persona! Giuda Iscariota è l’unica eccezione, poiché egli andò a confessarsi ai sacerdoti e poi si strangolò (Matteo 27:1-5). Ogni vero cristiano confessa i suoi peccati a Dio appena commessi… e non «una volta all’anno».

La confessione al pastore può anche essere praticata, per ottenere conforto e consiglio, mai per ottenere il perdono, poiché solo Iddio perdona i peccati. (Leggi Salmo 51; Matto 11:28; Marco 2:5-11; 1 Giovanni 1:8-9).

LA MESSA

Puoi provare con la Bibbia:

31. Che Gesù Cristo abbia istituito la messa e non la semplice Santa Cena seguita degli Evangelici?

32. Che Gesù e gli Apostoli dicessero la messa?

33. Che la messa sia un sacrificio e la ripetizione giornaliera del sacrificio di Cristo sulla croce? (Leggi Ebrei 9:25-28; 10:10-18).

34. Che la messa sia identica alla Santa Cena? (Leggi 1 Corinzi 11:23-29).

35. Che sia peccato mortale il non andare a messa tutte le domeniche ed altre feste comandate?

36. Che la messa debba essere detta privatamente in latino; cioè in una lingua non compresa dal popolo e pubblicamente parte in latino e parte nella lingua del popolo? (Leggi 1 Corinzi 14:9-19).

37. Che la messa possa esser detta dietro compenso in danaro ed a tariffe stabilite? (Leggi Matteo 10:8).

38. Che la messa possa essere detta a beneficio dei vivi cioè per coloro che pagano per farla dire, onde ottenere i divini favori, il perdono dei peccati e il paradiso dopo morti?
39. Che la messa altresì possa dare riposo o suffragio alle anime dei morti che si suppongono tormentate nelle fiamme del Purgatorio? (Leggi Luca 23:43).

NOTA SULLA MESSA

Vi è seria obiezione alla dottrina della messa come è definita dal Concilio di Costanza (1415) e dal Concilio di Trento (1546). Il culto nella Chiesa primitiva consisteva in preghiere, lettura delle scritture, spiegazione del Vangelo e celebrazione della Cena del Signore. La pretesa che la messa sia «la ripetizione del sacrificio di Cristo sul Calvario, mediante la quale Cristo discende dal cielo nell’ostia, è crocifisso di nuovo e poi mangiato vivo dal prete ogni giorno» è ripugnante al senso comune, e contrario all’insegnamento della Bibbia. L’unico «mistero» è questo: che vi siano ancora delle persone che ci credono.

L’OSTIA

Puoi provare con la Bibbia:

40. Che quando Gesù istituì la Santa Cena, Egli si sia servito dell’ostia e non del pane e del vino? (Leggi Matteo 26:26-28).

41. Che l’ostia nelle mani del prete diventi il corpo, sangue, anima e divinità di Gesù Cristo? (Leggi 1 Corinzi 11:26).

42. Che il Cristo vivente, essendo tutto intero nell’ostia, possa essere mangiato, chiuso a chiave nel tabernacolo, o portato dovunque il prete voglia?

43. Che l’ostia consacrata, anche se divisa in mille pezzi, contenga in ciascuna particola l’intero Gesù Cristo vivente?

44. Che nell’amministrazione della Comunione ai fedeli, debba essere usata solo l’ostia, e non il pane e il vino come usarono Gesù e gli Apostoli? (Leggi 1 Corinzi 11:23-29).

45. Che solo il prete possa comunicarsi con l’ostia e il vino, e che il popolo debba contentarsi della sola ostia, salvo alcune eccezioni? (Leggi Matteo 26:27).

46. Che la messa debba esser celebrata entro certe ore fisse, e che occorra esser digiuni secondo le norme attuali prima della Comunione? (Leggi Matteo 26:20-28; 1 Corinzi 11:20-34; Atti 20:7).

NOTA SULL’OSTIA E SULLA COMUNIONE

L’istituzione della Santa Cena non poteva essere più semplice e chiara. (Vedi 1 Corinzi 11:23-29). Gesù Cristo usò il pane e il vino per rappresentare il Suo Corpo e il Suo Sangue. Ogni comunicante doveva ricevere la Comunione con ambedue le specie, e sempre come ricordo della passione e morte di Cristo. Per secoli la Comunione fu data nella Chiesa in ambedue le specie, anche dalla Chiesa Romana; così è data tutt’oggi dalla Chiesa Ortodossa Greca. Sulla Chiesa Romana dunque grava la colpa e il sacrilegio di avere mutilato ed alterato il sacramento della Santa Cena, e di aver negato il calice al popolo fin dall’anno 1415.

MARIA

Puoi provare con la Bibbia:
47. Che Maria sia stata concepita senza peccato? (Leggi Luca 1:46-47; Romani 3:10-23).

48. Che il nome di sua madre fosse Anna, e che S. Anna sia la protettrice delle partorienti?

49. Che Maria debba essere chiamata la «Madre di Dio»? (Leggi Atti 1:14).

50. Che Maria sia la «Porta del Cielo», la «Dispensatrice dei Doni Celesti», la «Stella Mattutina», la «Corredentrice col Nostro Signore», e tutti gli al tri titoli accordatile dalle litanie? (Leggi Isaia 43:11; Giovanni 10:9; 14:6).

51. Che Maria abbia mai reclamato o accettato dei titoli divini, o che si sia attribuiti altri titoli se non quelli di «beata », «benedetta», e «ancella» del Signore? (Leggi Luca 1:38-48).

52. Che Maria abbia mai promesso al popolo di pregare per esso o di essere la protettrice di qualche individuo o nazione?

53. Che Maria abbia mai domandato e ottenuto da Dio qualche grazia o favore per qualcuno dei suoi devoti?

54. Che Maria abbia mai domandato a chicchessia di esserle devoto, di pregarla, adorarla e di edificare chiese e santuari in suo onore? (Leggi Luca 11:27-28).

55. Che Maria non dicesse invece una volta, di Gesù: «Fate tutto quel che vi dirà» così come dicono gli Evangelici oggi? (Leggi Giovanni 2:5).

56. Che Maria fosse Cattolica Romana?

57. Che Maria non fosse pronta a lasciare la fede del suo popolo per seguire la rivelazione più completa della verità di Dio manifestata in Gesù Cristo? (Leggi Luca 1:38; Atti 1:14).

58. Che Maria sia salita in cielo anima e corpo? (Leggi Giovanni 3:13).

59. Che dal cielo Maria possa ascoltare le preghiere di coloro che la invocano dalla terra?

60. Che a Maria sia dovuto il culto di «iperdulia»? (Leggi Matteo 4:10).

61. Che Maria debba essere onorata sotto tanti differenti nomi e titoli: 57 nomi diversi nella sola Italia meridionale, tanto che si riceve l’impressione chi vi siano tante differenti Madonne che si fanno concorrenza l’una contro l’altra?

62. Che si possano fare delle immagini di Maria, e che chiese e santuari possano essere ad essa dedicati? (Leggere Esodo 20:4; Levitico 26:1; Deuteronomio 27:15).

63. Che dette statue ed immagini di Maria, si possano portare in processione nelle pubbliche vie per essere venerate dal popolo, e che si debbano accendere candele e fare delle sparatorie in onore di lei?

NOTA SU MARIA

Maria è la più privilegiata donna che troviamo menzionata nella Bibbia, ed è debitamente rispettata e onorata da tutti i cristiani Evangelici. Il suo esempio dovrebbe essere seguito da tutti i Cattolici

Romani se vogliono essere salvati come lo era lei.

Ecco come Maria fu salvata1) Ella leggeva e conosceva le Scritture. 2) Credeva nella Parola di Dio e accettò il messaggio che le fu recato dall’angelo Gabriele. 3) Ella si convertì a Cristo, e lasciò la religione in cui era nata e cresciuta. 4) Fece un lungo viaggio per visitare Elisabetta, la quale ebbe la medesima sua esperienza religiosa. 5) Ella dette la sua testimonianza di ringraziamento a Dio che l’aveva salvata col magnifico inno detto il «Magnificat » (Luca 1:46-55). Infine, 6) dette un ottimo consiglio a tutti col dire: «Fate tutto quel che (Gesù) vi dirà» (Giovanni 2:5).

Dopo la morte di Cristo, prese parte alla riunione di preghiera coi discepoli, con loro ricevette lo Spirito Santo nel giorno della Pentecoste, e prese parte a quella riunione all’aperto quando 3000 giudei furono convertiti e battezzati in un sol giorno. S. Giovanni prese cura di lei per il resto della sua vita. Maria visse e morì come una cristiana esemplare. Il pregare e il celebrare delle feste in suo onore è un insulto alla sua memoria, ed essa sarebbe la prima a protestare.

I SANTI

Puoi provare con la Bibbia:

64. Che i santi son solo quelli che stanno in cielo, i quali sono stati riconosciuti e canonizzati dal Papa, e che i veri credenti in Cristo sulla terra non siano ancora santi? (Leggi 2 Corinzi 1:1; Filippesi 1:1; Colossesi 1:2).

65. Che i santi in cielo possano sentire la voce di coloro che li pregano dalla terra?

66. Che i santi in cielo siano degli avvocati e mediatori tra Dio e gli uomini? (Leggi 1 Timoteo 2:5; 1 Giovanni 2:1).

67. Che ai santi sia dovuto il culto di «dulia», e che delle feste debbano essere celebrate in loro onore? (Leggi Apocalisse 19:10).

68. Che si possano fare delle statue di santi e della Madonna per ricordarci di loro? (Leggi Isaia 44:9-20; Salmo 115:2-9).

69. Che sia doveroso portare tali statue ed immagini in processione per le pubbliche vie, per farle adorare dal popolo, ed accendere delle candele e sparare fuochi di artificio in loro onore? (Leggi Esodo 20:4-5; Isaia 44:15-19; Geremia 10:3-15).

70. Che il culto di «dulia» e «iperdulia» dato ai santi ed a Maria non sia idolatria espressamente proibita nella Bibbia? (Leggi Esodo 20:4-5; Levitico 26:1; Matteo 4:10).

71. Che le ossa dei morti ed altre reliquie siano investite di virtù miracolose, e che debbano essere esposte alla pubblica venerazione, baciate e portate in processione?

72. Che qualche vero santo, quando era sulla terra abbia mai richiesto al popolo di essere venerato, adorato e pregato, oppure che un santo menzionato nel Nuovo Testamento abbia mai rivolto preghiere ad altri santi fuorché a Gesù Cristo?

73. Che S. Pietro e S. Paolo non abbiano rifiutato espressamente simili onori ed energicamente li abbiano proibiti? (Leggi Atti 10:25-26; 14:11-18).

  1. Che qualcuno degli Apostoli, degli Evangelisti e dei primi martiri fosse Cattolico Romano?

    75.Che quasi tutti i santi antichi non siano stati dei convertiti dalla religione in cui erano nati, diventando quindi «protestanti» nel vero senso della parola? (Leggi Matteo 4:17-22; Giovanni 3:22; Atti 4:17-19; 9:1-29).

    NOTA SUI SANTI

    Nel Nuovo Testamento tutti i credenti in Cristo sulla terra son chiamati «santi», quantunque non perfetti. Si diventa santi qui in terra con la conversione a Gesù Cristo e coll’ubbidienza a Lui. Iddio li fa santi e i loro nomi sono scritti nei cieli. Non han bisogno di essere riconosciuti o canonizzati dal Papa. I veri santi non attirarono mai la gente a loro stessi; tutti dirigevano le persone a Gesù Cristo il Salvatore del mondo. I Cattolici Romani credono di onorarli facendo loro delle feste che sanno di pagano e di idolatria, ma invece li offendono di più. I santi sono i primi a protestare e rifiutare simili idolatrie. Bisogna seguire il loro esempio, non pregarli e non fare delle feste in loro onore.

    IL PURGATORIO

    Puoi provare con la Bibbia:
    76. Che vi sia un Purgatorio, come luogo intermedio tra il Paradiso e l’Inferno? (Leggi Matteo 25:46).

    77. Che il fuoco del Purgatorio sarebbe ardente quanto quello dell’Inferno?

    78. Che neppure i migliori Cattolici Romani possano andare direttamente in Paradiso dopo morti, ma che debbano bruciare per migliaia di anni nel Purgatorio per essere purificati dai loro peccati? (Leggi Luca 23:43; Giovanni 14:3; 1 Giovanni 1:7-9).

    79. Che le anime nel Purgatorio possano essere rinfrescate e la loro sentenza abbreviata mediante i funerali, i suffragi, i Miserere, i De Profundis, le limosine, le indulgenze, e specialmente dalle messe che il prete dice in loro suffragio dietro compenso in danaro? (Leggi Salmo 49:6-9).

    80. Che i cristiani, mentre sono in vita, possono guadagnare delle indulgenze per ottenere una più pronta liberazione dalle pene del Purgatorio e che, se queste non fossero bastanti, i loro parenti possono far dire delle messe in suffragio delle loro anime?

    81. Che le anime del Purgatorio, mentre ardono in quel fuoco, possano ascoltare ed esaudire le preghiere dei loro amici rimasti sulla terra?

    82. Che quelle anime purganti, possano pregare Iddio ed ottenere favori per gli altri, ma non per loro stesse?

    83. Che le anime del Purgatorio siano visitate ogni sabato dalla Vergine Maria? (Leggi Luca 16:26).

    NOTA SUL PURGATORIO

    Il Purgatorio è una pura invenzione della gerarchia Romana, non essendovi di esso neanche l’idea nel Nuovo Testamento. Tale dottrina è in contraddizione con le parole di Cristo, che dice che i Suoi credenti vanno direttamente in Paradiso quando muoiono (Luca 23:43; Giovanni 14:3). È anche un insulto alla efficacia del sangue di Cristo che «ci purga di ogni peccato» (1 Giovanni 1:7).

Questo è il vero purgatorio Evangelico, e non il Purgatorio di fuoco. Credendo a quello, Iddio sarebbe ingiusto abbreviando la pena solo per coloro che hanno lasciato danaro per far dire messe in suffragio della loro anima; e i preti stessi sarebbero crudeli da lasciare i loro seguaci ardere per migliaia di anni nel Purgatorio, mentre potrebbero liberarli con una messa che essi non dicono se non sono pagati. Per questa dottrina il povero cattolico non ha nessun conforto in punto di morte perché non vede altro davanti a sé che una visione di fuoco, fiamme e sofferenze.

Quanto è differente il contegno del cristiano Evangelico in punto di morte! Egli vede il cielo aperto come S. Stefano (Atti 7:55-60), ed è contento di andare col suo Gesù immediatamente (Vedi Romani 8:1; Filippesi 1:21-23).

LE BUONE OPERE

Puoi provare con la Bibbia:

84. Che la salvezza dell’anima possa essere guadagnata col fare le opere meritorie, o di supererogazione; o che possa essere ottenuta per mezzo del prete, o per i sacramenti o per la intercessione di Maria e dei santi? (Leggi Galati 2:16; Efesini 2:8-10).

85. Che le opere meritorie siano quelle prescritte dalla Chiesa Romana, come l’udir le messe, pagare il prete per dirle, recitare preghiere, rosari, litanie, novene, digiunare, astenersi dal mangiar carne il venerdì ed altri giorni comandati, fare dei pellegrinaggi a santuari lontani, strisciare la lingua per terra, ecc. ecc.? (Leggi Isaia 1:12-18).

86. Che una persona possa fare delle opere supererogatorie, cioè al di sopra del numero necessario per la salvezza della propria anima?

87. Che questi meriti o opere supererogatorie vadano nel tesoro dei meriti della Chiesa Cattolica Romana, per essere dispensati dal Papa sotto forma di indulgenze a coloro che non ne abbiano guadagnate abbastanza per la salvezza della propria anima?

88. Che ci si debba astenere dal mangiare carne il venerdi e in altri giorni comandati, sotto pena di peccato? (Leggi Matteo 15:11; 1 Corinzi 10:25; 1 Timoteo 4:1-5).

89. Che pagando del denaro al prete per la dispensa, si possa mangiar carne in qualunque giorno, come pure si possa contrarre matrimonio anche fra parenti purché si paghi per la dispensa? (Leggi Atti 8:20).

90. Che farsi il segno della croce sia un mezzo di grazia, e serva ad allontanare il diavolo? (Leggi Matteo 4:10-11).

91. Che portando degli scapolari o delle medaglie benedette addosso si sia protetti da qualunque disgrazia?

NOTA SULLE BUONE OPERE

Noi siamo salvati per la grazia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, e non per le buone opere che abbiamo fatte o che possiamo fare: «affinché niuno si glori», dice la Parola di Dio (Efesini 2:8-9).

Le buone opere sono il risultato o la conseguenza della vera fede o la prova della vera conversione, ma non sono mai meritorie o supererogatorie. I soli meriti che Dio riconosce sono i meriti infiniti di Gesù Cristo. Le nostre buone opere non possono meritarci la salvezza, perché non sono altro che «un abito lordato» davanti a Dio(Isaia 64:6).

Tutti quelli che cercano la salvezza mediante le loro buone opere, anche quelle comandate nella Bibbia sono scaduti dalla grazia di Dio e non hanno più parte alla salvezza compiuta da Cristo sulla croce. (Vedi Galati 2:16; 5:4).

LA PREGHIERA

Puoi provare con la Bibbia:

92. Che le preghiere possano essere rivolte a chiunque altro oltre che a Dio, Uno e Trino? (Leggi Matteo 6:6; Giovanni 16:23-24; Atti 7:59; 1 Corinzi 1:2).

93. Che la stessa preghiera si possa ripetere tante volte come si fa con la corona del rosario? (Leggi Matteo 6:7; Isaia 1:15).

94. Che il Padre Nostro, che è l’unica preghiera a Dio insegnata da Gesù Cristo, si possa anche indirizzare a Maria e ai santi?

95. Che delle preghiere in numero stabilito possano dirsi come penitenza in espiazione dei peccati commessi?

IL BATTESIMO

 

Puoi provare con la Bibbia:

96. Che il battesimo, versando un po’ d’acqua sulla testa di una persona, lo fa cristiano, lava dal peccato originale e salva l’anima? (Leggi Matteo 28:19-20; Marco 16:15-16).

97. Che i bambini debbano essere battezzati subito dopo nati, perché se muoiono senza battesimo la loro anima andrà al Limbo? (Leggi Marco 10:13-16).

98. Che nel battesimo, oltre l’acqua, il prete debba usare olio, sale e la propria saliva per ungere il bambino? (Leggi Atti 8:36-39; 10:47-48).

NOTA SUL BATTESIMO

Circa il significato di questo sacramento, nella sacra Scrittura non riscontriamo mai che esso sia stato amministrato per ottenere la salvezza, ma, in quanto siamo salvati, riceviamo il Battesimo. Il rito del Battesimo infatti è il sigillo posto sulla fede (Vedi Marco 16:16; Atti 8:36-37).

Circa il modo di amministrare il Battesimo, il Nuovo Testamento non conosce che l’immersione nell’acqua (Matteo 3:16; Marco 1:10; Atti 8:39).

LE SACRE SCRITTURE

Puoi provare con la Bibbia:

99. Che non sia lecito ad alcuno di leggere la Bibbia senza le annotazioni e l’imprimatur della Chiesa Romana? (Leggi Giovanni 5:39; 2 Timoteo 3:15-17).

100. Che la tradizione abbia la stessa autorità delle Sacre Scritture? (Leggi Marco 7:7-13; Colossesi 2:8; Apocalisse 22:18-19).


UN CALDO APPELLO AD OGNI CATTOLICO

CARO AMICO – Io so precisamente come la pensi riguardo a queste cose, perché anch’io sono stato un Cattolico Romano sincero. Io pure cercavo la salvezza dell’anima mia e la verità religiosa. Io pensavo che se dovevo avere una religione volevo la migliore; la religione che Cristo e gli Apostoli predicavano, e che Maria e i santi primitivi professavano, e praticavano. Dio e la mia coscienza mi dissero che la vera religione si trova nella Sacra Bibbia, perché quello è l’unico libro che contenga sicuramente l’insegnamento di Cristo e degli Apostoli.

Leggendo la Bibbia, specialmente il Nuovo Testamento non solo non vi trovai le dottrine Cattoliche Romane, ma con mia grande sorpresa, trovai che quelle dottrine e pratiche erano severamente condannate. Trovai chiaramente scritto nel Vangelo che il Signore Gesù Cristo è l’unico Salvatore dei peccati, e che Egli è pronto a salvare me e tutte le creature umane. Lo Spirito Santo mi spinse a pregare il Signore con le semplici parole di S. Pietro: «Signore salvami!» (Matteo 14:30), e con le parole del pubblicano: «O Dio sii placato verso me peccatore!» (Luca 18:13).

Il Signore esaudì la mia preghiera, perdonò i miei peccati e diede pace all’anima mia. Ti sorprende ora se ti dico che io amo il Signore Gesù Cristo più che qualsiasi altra persona in cielo e in terra? Ora posso esclamare con Maria: «L’anima mia magnifica il Signore e lo spirito mia esulta in Dio, mio Salvatore» (Luca 1:46,47).

 


 

Cattolici Romani, la confessione al prete non vi riconcilia con Dio

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Ascoltatemi, Cattolici Romani, vi è stato insegnato che la confessione al prete è il sacramento della riconciliazione perché il prete mediante la sua assoluzione riconcilia l’uomo con Dio.

Ma questa affermazione è falsa perché l’uomo può riconciliarsi con Dio direttamente mediante Cristo Gesù senza il bisogno di nessun mediatore terreno.

I vostri teologi per sostenere che i preti hanno in loro la parola della riconciliazione per riconciliare gli uomini con Dio, come l’avevano prima di loro gli apostoli, prendono le seguenti parole di Paolo ai Corinzi: “Iddio… ha posta in noi la parola della riconciliazione” (2 Corinzi 5:19); ma voglio farvi notare che questa parola della riconciliazione che avevano gli apostoli non si riferisce affatto alla formula assolutoria dei preti: ‘Io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo’, che essi rivolgono ai confessanti dopo avere udito la loro confessione, perché gli apostoli non confessavano e non assolvevano né i peccatori e neppure i credenti quando essi si rendevano colpevoli ma li esortavano a ravvedersi e a fare pace con Dio.

L’apostolo Paolo spiega in che consisteva questa parola della riconciliazione quando dice: “Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: Siate riconciliati con Dio” (2 Corinzi 5:20). Gli apostoli quindi non obbligavano gli uomini a confessarsi a loro, come fanno i preti, ma li esortavano a riconciliarsi con Dio, il che è tutt’altra cosa!

Loro facevano la loro ambasciata esortando gli uomini a ravvedersi e a credere nel Vangelo; mentre Colui che li aveva mandati assolveva coloro che accettavano le loro parole. Questa è una ulteriore prova che la confessione auricolare al prete non ha fondamento scritturale e che per sostenerla i teologi cattolici romani fanno ricorso ad arbitrarie interpretazioni scritturali.

Dunque, anch’io come Paolo vi annuncio la parola della riconciliazione, scongiurandovi a ravvedervi e a credere nel Vangelo, perché è soltanto mediante il ravvedimento e la fede nella morte espiatoria di Cristo e nella sua resurrezione, che si viene riconciliati con Dio.

E una volta ottenuta la riconciliazione, dovete uscire immediatamente dalla Chiesa Cattolica Romana ed unirvi ad una Chiesa Evangelica Pentecostale che annuncia tutto il consiglio di Dio, dove la prima cosa che dovete fare è farvi battezzare per immersione nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, perché il battesimo da voi ricevuto da bambini non è valido.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

 


Lista delle Eresie e delle invenzioni umane adottate e perpetrate dalla Chiesa Cattolica Romana nel corso di 1600 anni

Lista delle Eresie e delle invenzioni umane adottate e perpetrate
dalla Chiesa Cattolica Romana nel corso di 1600 anniCompilata dal Reverendo Stefano Testa – Sesta Edizione Italiana

EDIZIONI CENTRO BIBLICO

«E conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi»
(Gesù, secondo le parole di Giovanni 8:32)

AVVERTENZA – Queste date in molti casi sono approssimative. Molte di queste eresie furono correnti qua e là nella Chiesa molto tempo prima di essere adottate ufficialmente; ma è solo quando un Concilio le ha ufficialmente adottate e il Papa le ha proclamate come dogma difede che essedevono essere credute e praticate dai cattolici.

Per essere verace, una dottrina deve essere conforme alla Parola di Dio. «Alla legge! Alla testimonianza! Se il popolo non parla così, non vi sarà mai per lui alcuna aurora!» (Isaia 8:20)

Nella Riforma del secolo XVI, queste eresie furono ripudiate perché non d’accordo con l’insegnamento di Gesù e degli Apostoli quale di trova nel Nuovo Testamento.

 

1. Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono la preghiera per i morti e il segno della Croce.  Ambedue furono inventate verso l’anno 310. Furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo.2.La venerazione di santi e morti e di angeli, verso l’anno 375.

3. La celebrazione quotidiana della Messa entrò in uso nel 394.

4.Il Culto di Maria, madre di Gesù, e l’uso dell’espressione «Madre di Dio» a lei applicato, ebbe origine nel Concilio di Efeso del 431.

5.Il Monachismo fu introdotto in occidente da Benedetto da Norcia che costruì il primo monastero a Monte Cassino nel 528.
Gesù ordinò ai Suoi discepoli di predicare a tutti i popoli della terra, non di segregarsi in conventi o monasteri (Matteo 10:5-8; 28:19-20; Marco 16:15-20)

6.La dottrina del Purgatorio fu istituita da Gregorio Magno verso l’anno 593.

7. La lingua latina come lingua di culto nella Chiesa fu imposta da Papa Gregorio I nell’anno 600 dopo Cristo.
La Parola di Dio invece insegna che si deve pregare e predicare nella lingua conosciuta dal popolo (leggi: 1° Corinzi 14:19).

8. Secondo il Vangelo le preghiere devono essere dirette solo a Dio. Nella chiesa primitiva non ci furono mai preghiere rivolte a Maria o ai Santi. Tale pratica ebbe origine 600 anni dopo Cristo.
(Leggi: Matteo 11:28; Luca 1:46; Atti 10:25-26; 14:14-18).
9. Il Papato è di origine pagana. Il titolo di Papa, ossia di vescovo universale, venne per la prima volta dato dall’empio imperatore Foca al vescovo di Roma nell’anno 610.
Ciò egli fece per far dispetto al vescovo Ciriaco di Costantinopoli che lo aveva scomunicato per aver egli fatto assassinare il suo predecessore, l’imperatore Maurizio. L’allora vescovo di Roma, Gregorio I, ricusò il titolo, e fu il suo successore, Bonifazio III il primo ad avvalersi del titolo di Papa. Gesù non lasciò nessun capo fra gli apostoli, essendo Egli sempre il capo fra gli apostoli, essendo Egli sempre il capo immortale della Chiesa (Leggi: Luca 22:24-26; Efesini 1:22-23; Colossei 1:18; 1° Corinzi 3:11).

10. Il bacio del piede del Papa cominciò nell’anno 709.
Gli imperatori pagani si facevano baciare il piede. Il Vangelo condanna simili pratiche.
(Leggi: Atti: 10:25-26; Apocalisse 10:10; 22:9)

11. Il potere temporale papale cominciò nell’anno 750.
Quando Pipino, l’usurpatore del trono di Francia, discese in Italia chiamato da Papa Stefano II per far guerra ai Longobardi, li sconfisse e dette la città e i dintorni di Roma al Papa. Gesù assolutamente proibì ciò, ed Egli stesso rifiutò di essere fatto re.
(Leggi: Matteo 4:8-9; 20:25-26 e Giovanni 18:36).

12. L’adorazione della croce, delle immagini e delle reliquie fu adottata ufficialmente nel 788.
Ciò fu per ordine dell’imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino IV, e poi convocò un concilio della Chiesa per richiesta di Adriano I, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata. (Leggi: Esodo: 20:4-6; Deuteronomio 27:15; Salmo 115; Geremia 10:1-5).

13. L’uso dell’Acqua Santa cui si aggiungeva un pizzico di sale e che veniva poi benedetta dal prete, venne autorizzato nell’anno 850.

14. La venerazione di san Giuseppe ebbe inizio nell’anno 890.

15. L’uso delle campane nelle chiese venne istituito da papa Giovanni XIV nella chiesa di San Giovanni in Laterano nell’anno 965.

16. La canonizzazione dei santi avvenne per la prima volta ad opera di Papa Giovanni XV nell’anno 995.
La Bibbia chiama santi tutti i credenti e i veri seguaci di Cristo (Leggi: Romani: 1:7; 1° Corinzi 1-2; ecc.)

17. Il digiuno in giorno di venerdì e durante la Quaresima venne imposto ufficialmente nell’anno 998.
Sembra da papi interessati nel commercio del pesce. Per mangiare carne occorre la dispensa. Alcune autorità affermano che ciò iniziò verso l’anno 700. Si tratta di cosa contraria al chiaro insegnamento delle Scritture (Leggi: Matteo 15-10; 1° Corinzi 10:25; 1° Timoteo 4:3).18. La Messa come sacrificio fu sviluppata gradualmente e la frequenza ad essa resa obbligatoria nell’undicesimo secolo.
Il Vangelo insegna che il sacrificio di Cristo fu offerto una sola volta per tutte, e non dev’essere ripetuto, ma solo commemorato nella Santa Cena (Leggi: Ebrei 7-27; 9:26-28; 10:10-14).

 

19. Il celibato dei preti fu decretato da Papa Gregorio VII nell’anno 1079.
Il Vangelo invece insegna che i ministri di Dio possono avere moglie e figli, San Pietro era ammogliato, Paolo prescrisse che i vescovi devono avere famiglia. (Leggi: 1° Timoteo 3:2, 5, 12; Matteo 8:14-15)

 

20. La Corona del Rosario fu introdotta da Pietro l’eremita nell’anno 1090.
Questa fu copiata dai Maomettani. Il contare le preghiere è pratica pagana ed è severamente condannata da Cristo (Leggi: Matteo 6:5-13)

 

21. La Inquisizione per gli eretici fu istituita dal Concilio di Verona nell’anno 1184.
Gesù condanna la violenza e non forza nessuno ad accettare la Sua religione.

 

22. Le Indulgenze (con le quali si rimetteva la punizione per i peccati) vennero concesse per la prima volta nell’anno 850 da Papa Leone IV a coloro che salivano la «Scala Santa» sulle loro ginocchia. Le vendita di esse iniziò nell’anno 1190 e continuò fino all’epoca della Riforma 850 e 1190.
San Pietro rifiutò danaro da Simon Mago che credeva di poter acquistare il dono di Dio con l’oro (Atti 8:20).
La religione cristiana secondo l’insegnamento dell’Evangelo è contro un simile traffico e fu appunto la protesta contro tale traffico che provocò la Riforma Protestante del XVI secolo.

 

23. Il dogma della transunstanziazione fu decretato da Papa Innocenzo III nell’anno 1215.
Con questa dottrina il prete pretende di creare Gesù Cristo ogni giorno e poi mangiarLo in presenza del popolo durante la Messa. Il Vangelo condanna simili assurdità. Nella Santa Cena c’è solo la presenza spirituale di Cristo (Leggi: Luca 19-20; Giovanni 6:63; 1° Corinzi 11:26).

 

24. La confessione auricolare, o confessione dei peccati fatta all’orecchio del prete, fu istituita da Papa Innocenzo nel Concilio Laterano nel 1215.
Il Vangelo ci comanda di confessare i peccati direttamente a Dio e a coloro che abbiano offeso. Giuda si confessò ai preti e poi si strangolò. Matteo 27:3-5 (Leggi: Salmo 51:1-12; Luca 1:48-59; 1° Giovanni 1:8-9).

 

25. L’adorazione dell’ostia fu sancita da Papa Onorio III nell’anno 1120.
Così la Chiesa Romana adora un Dio fatto nelle mani di uomini. Tale pratica è il colmo dell’’idolatria ed è assolutamente contraria allo spirito del Vangelo (Leggi: Giovanni 4:23-24)

 

26. La Bibbia fu proibita al popolo e messa all’indice dei libri proibiti, dal Concilio di Tolosa nell’anno 1229.
Gesù dice che la Scrittura deve essere letta da tutti. (Leggi: Giovanni 5:39; 2° Timoteo 3:15-17).

 

27. Lo scapolare fu inventato da Simone Stock, monaco carmelitano inglese, nell’anno 1287.

 

28. Il battesimo per aspersione fu reso legale dal Concilio di Ravenna nell’anno 1311.
Il battesimo secondo il Nuovo Testamento è per immersione in acqua, da amministrarsi ai soli credenti (Matteo 3:6, 7, 16; 28:18-20; Marco 16:16; Atti 8:36-39 ed altri passi)

 

29. La Chiesa Romana proibì il calice ai fedeli nella comunione, al Concilio di Costanza, nell’anno 1414.
Il Vangelo ci comanda di celebrare la comunione col pane e col vino (Leggi: Matteo 26:27; 1° Corinzi 11:25-27)

30. La dottrina del Purgatorio fu considerata come dogma nel Concilio di Firenze, nell’anno 1439.
Nel Vangelo non v’è neanche una parola che accenni al purgatorio dei preti. Il sangue di Gesù Cristo è l’unica purificazione dei nostri peccati. (Leggi: 1° Giovanni 1:7-9; Giovanni 5:24; Romani 8:1)31.  I sette Sacramenti vennero per la prima volta così elencati da Pietro Lombardo nell’anno 1160 dopo Cristo ma la dottrina dei Sette Sacramenti divenne ufficiale con Concilio di Firenze, nell’anno 1439.
L’Evangelo dice che Cristo istituì due soli sacramenti, il Battesimo e la Santa Cena (Leggi: Matteo 28:19-20; 26:26-28)

 

32. L’Ave Maria, preghiera indirizzata a Maria, venne ordinata tale nella sua prima parte, che è tolta dalla Bibbia, da Oddo, vescovo di Parigi nel 1196 A.D. e la sua seconda parte come «preghiera della chiesa» venne completata da Papa Pio V nell’anno 1568.
La Bibbia ci esorta in molti passi a pregare Iddio soltanto. Il pregare altri è considerato idolatria. Maria non disse mai di indirizzare a lei le nostre preghiere.

 

33. Il Concilio di Trento dichiarò che la Tradizione deve essere ritenuta di eguale autorità che la Bibbia, nell’anno 1545.
Per tradizione s’intendono insegnamenti umani. I Farisei credevano lo stesso e Gesù li rimproverò acerbamente, poiché con la tradizione degli uomini si annulla la Parola di Dio (Leggi: Marco 7:7-13; Colossei 2:8; Apocalisse 22:18)

 

34. I libri Apocrifi furono aggiunti alla Bibbia pure al Concilio di Trento. Tali libri non sono riconosciuti canonici dai Giudei. Anno 1546.

 

35. Il Credo Cattolico di Pio IV fu imposto nel 1560.
I veri cristiani si attengono solo al Vangelo e al Credo degli Apostoli, che è di 1500 anni più antico del Credo dei Cattolici.

 

36. La devozione del ‘Sacro Cuore’ fu adottata ufficialmente nel 1765.

 

37. L’immacolata concezione di Maria fu proclamata dogma da Papa Pio IX nell’anno 1854.
Il Vangelo invece dice che tutti gli uomini, eccetto Cristo, sono peccatori, e Maria stessa ebbe bisogno del Salvatore (Leggi: Luca 1:30; 46-47; Romani 3:23; 5:12; Salmo 51:5)

 

38. Nell’anno 1870 dopo Cristo, Papa Pio IX stabilì il dogma della Infallibilità Papale.
Questo è il colmo della bestemmia e il segno dell’apostasia e dell’anticristo predetto da S. Paolo (Leggi: 2° Tess. 2:2-12; Apocalisse 13:5-8-18).
La Bibbia dice che non v’è nessun uomo giusto sulla terra che non pecchi. (Leggi: Romani 3:4-23; 2° Tess. 2:3-4; Apocalisse 17:3-9; 13:18).
Molti vedono il numero 666 nelle lettere romane «VICARIVM FILII DEI» – V=5, I=1, C=100, I=1, V=5, I=1, L=50, I=1, D=500, I=1, Totale 666.

 

39. Pio X nel 1907 condannò assieme al «Modernismo» tutte le scoperte della scienza che non piacciono al Papa.
(Lo stesso aveva fatto Pio IX nel Sillabo del 1864).

 

40. Nel 1930 Pio XI condannò le scuole pubbliche.

 

41. Nel 1931 lo stesso Pio XI ha confermato la dottrina che Maria è «Madre di Dio».
Dottrina che fu per la prima volta inventata dal Concilio di Efeso nel 431. Questa è una eresia contraria alle stesse parole di Maria. (Leggi: Luca 1:46-49).

 

42. Nell’anno 1950 l’ultimo dogma,l’assunzione della Vergine Maria da proclamata da Papa Pio XII.


CONCLUSIONE 
– Quale sarà la prossima invenzione? La Chiesa Romana dice che non cambia mai, eppure non ha fatto altro che inventare nuove dottrine contrarie alla Bibbia, e praticare riti e cerimonie prese dal paganesimo. 
La suddetta lista cronologica delle invenzioni umane distrugge il vanto dei preti che la loro religione sia quella insegnata da Cristo e che i Papi siano i custodi fedeli della medesima. La vera religione di Cristo, invece, non si trova nel Romanesimo, ma nel Vangelo.


FRATELLI!
 La Parola di Dio ci comanda di uscire dalla Babilonia. Udite: “Uscite d’essa, o popol mio; affinché non siate partecipi dei suoi peccati; e non riceviate delle sue piaghe” (Apocalisse 18:4).

Tutti i veri cristiani preferiscono essere fedeli all’insegnamento di Cristo e rigettano le invenzioni umane, attenendosi all’avvertimento di S. Paolo che dice: “Quand’anche noi, od un angelo del cielo vi annunziassimo un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema” (Galati, 1:8)

 

 


 

Dieci semplici e inoppugnabili ragioni bibliche per cui Pietro non fu il primo papa (e quindi l’attuale papa è successore di..nessuno)

Immagine cupola vaticano

Mt 16:18 “E io altresì ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere. “

1) Innanzitutto, non è ammissibile isolare questo passo del vangelo dal resto dei testi canonici. Se fosse vero che con queste parole Gesù intendeva fare di Pietro “il primo papa”, ci sarebbe almeno qualche allusione negli Atti degli Apostoli, nelle Lettere di Paolo, o nel resto del Nuovo Testamento.
Invece, non risulta nemmeno una sola volta che Pietro abbia esercitato nella chiesa primitiva una funzione di comando.

2) Si noti che soltanto il Vangelo di Matteo riporta il brano “tu sei Pietro…”, quantunque anche Marco e Luca narrino la medesima scena (Marco 8:27-30 e Luca 9:18) e Giovanni ne faccia un accenno (Giovanni 6:68-70).
Questo è molto strano. TRE su QUATTRO evangelisti non riferiscono le parole che sarebbero la base di tutta la costruzione della dottrina sul papato. E’ evidente che non le avevano interpretate nel senso dato dalla chiesa cattolica.

3) Si osservi ancora una cosa molto interessante: LE STESSE parole rivolte da Gesù a Pietro sono letteralmente ripetute A TUTTI I SUOI ASCOLTATORI, appena 2 capitoli dopo (Matteo 18:18):
“…tutte le cose che avrete legate sulla terra, saranno legate nel cielo, e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo”.

Quindi, per il vangelo di Matteo, “essere pietre viventi con il potere di legare e sciogliere” non significa avere privilegi autoritari, significa semplicemente ENTRARE nella nuova dimensione del “regno di Dio”, ottenere la liberazione per mezzo dell’esperienza di fede.
Ciò che valeva per Pietro doveva valere per tutti i seguaci di Gesù, che si proponeva infatti di costruire (in alternativa al tempio ebraico) un nuovo tempio (simbolico) fatto di “pietre viventi”, ovvero DI PERSONE. Dunque, la FEDE al posto delle fredde PIETRE, l’INTERIORITA’ al posto dell’ESTERIORITA’.

4) Poco dopo la scena del “tu sei Pietro”, gli apostoli discutono ancora per sapere chi di loro fosse il maggiore, il che sarebbe incomprensibile se Gesù avesse inteso nominare Pietro come capo della chiesa.
Tantopiù che Gesù, anziché risolvere la disputa indicando Pietro, afferma che il maggiore è colui che sa essere umile come un piccolo fanciullo.

5) Dopo il suicidio di Giuda, gli 11 apostoli rimasti decidono di sostituire l’apostolo traditore con un nuovo apostolo. Ma anziché rimettersi al giudizio di Pietro, come avrebbero dovuto fare se veramente Pietro era il primo papa, decidono di tirare a sorte il nominativo del prescelto.
Oltretutto, non è neppure Pietro che suggerisce i 2 nomi proposti (vedi Atti degli Apostoli, 1:23-26)

6) Quando gli apostoli e gli altri cristiani seppero che Pietro aveva alloggiato in casa di pagani, contrariamente agli usi degli ebrei, Pietro non si comporta “da papa”, esigendo obbedienza alle sue decisioni, ma si giustifica di fronte a tutta la chiesa.

7) Quando si riunisce il primo Concilio a Gerusalemme, non appare che sia presieduto da Pietro, che pure era presente, bensì da Giacomo, uno dei fratelli di Gesù.
Le decisioni del Concilio vengono annunziate non in nome di Pietro, ma degli apostoli e degli anziani. (Atti cap. 15).

8) In Atti 8:14 si dice che Pietro e Giovanni furono mandati in Samaria dagli apostoli che erano rimasti a Gerusalemme. Ma un papa non è mandato da nessuno!

9) Nella Lettera agli Efesini (4:11) Paolo scrive: “E’ Cristo che ha dato gli uni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e dottori”. In questo passo, dove sono menzionati i 5 ministeri presenti nella primitiva chiesa cristiana, non si fa menzione del papato,. il che sarebbe stato indispensabile se a quel tempo fosse esistito.

10) Tutto ciò che riguarda i rapporti, spesso contrastati, fra Pietro e Paolo, esclude senz’altro che si possa parlare di una supremazia di Pietro, o di un qualsiasi suo primato, onorifico od effettivo. Infatti:
in nessuna delle sue numerose epistole Paolo ha accennato al (presunto) papa Pietro
quando Paolo decide di recarsi a Gerusalemme per esporre il suo programma, dice: “Giacomo, Pietro e Giovanni, che sono considerati delle colonne, dettero a me e a Barnaba la mano di associazione perchè noi andassimo (a predicare) ai pagani e loro agli ebrei” (Galati 2:9).

Dunque il presunto papa Pietro in questo passo è presentato semplicemente come una delle “colonne” della chiesa, e non è neppure nominato per primo!
Paolo ignorava a tal punto un eventuale “primato” di Pietro, che in Galati 2:11 scrive: “Quando Pietro venne ad Antiochia io gli resistei in faccia, perché egli era da condannare”

 


ELLA (MARIA) RIMASE SEMPRE VERGINE?

‘Maria concepì e partorì suo Figlio senza danno per la sua verginità, e restò vergine anche dopo il parto. – E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 163).

E’ falso che Maria è rimasta vergine dopo il parto perché la Scrittura afferma che Giuseppe “prese con sé sua moglie; e non la conobbe finch’ella non ebbe partorito il suo figlio primogenito, e gli pose nome Gesù” (Matt. 1:24,25). Questo significa che Giuseppe, dopo che Maria partorì Gesù, conobbe sua moglie [4]. Ma non solo Giuseppe la conobbe ma ebbe anche dei figli da lei perché Gesù aveva dei fratelli e delle sorelle. Queste Scritture confermano che Maria concepì e partorì altri figli dopo Gesù.

“Ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito” (Luca 2:7), perciò se Gesù fosse stato il suo unico figlio sarebbe stato chiamato il suo unigenito e non il suo primogenito.

“Poi si partì di là e venne nel suo paese e i suoi discepoli lo seguitarono. E venuto il sabato, si mise ad insegnar nella sinagoga; e la maggior parte, udendolo, stupivano dicendo: Donde ha costui queste cose? e che sapienza è questa che gli é data? e che cosa sono cotali opere potenti fatte per mano sua? Non é costui il falegname, il figliuol di Maria, e il fratello di Giacomo e di Giosè, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?” (Mar. 6:1-3);

“E giunsero sua madre ed i suoi fratelli; e fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare” (Mar. 3:31);

“Neppure i suoi fratelli credevano in lui” (Giov. 7:5);

“Tutti costoro perseveravano di pari consentimento nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù, e coi fratelli di lui” (Atti 1:14);

Paolo ai Corinzi: “Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie, sorella in fede, siccome fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?” (1 Cor. 9:5);

Paolo ai Galati: “In capo a tre anni, salii a Gerusalemme per visitar Cefa, e stetti da lui quindici giorni; e non vidi alcun altro degli apostoli; ma solo Giacomo, il fratello del Signore” (Gal. 1:18,19);

Nei Salmi è detto a proposito del Cristo: “Io son divenuto… un forestiero ai figliuoli di mia madre” (Sal. 69:8). (Come potete vedere la Scrittura aveva preannunziato in questa particolare maniera che la vergine che avrebbe concepito e partorito il Cristo di Dio non sarebbe rimasta vergine perché avrebbe avuto altri figli infatti lo Spirito di Cristo disse tramite Davide: “Sono divenuto un forestiero ai figliuoli di mia madre”).

La Scrittura è chiara quindi a tale riguardo, Gesù aveva dei fratelli e delle sorelle. Ma i teologi romani l’hanno oscurata dicendo che questi fratelli erano i cugini di Gesù perché nella Scrittura talvolta il termine fratelli si riferisce anche ai parenti. E per sostenere questo prendono i seguenti passi: “E Abramo disse a Lot: Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, poiché siam fratelli” (Gen. 13:8); “E ricuperò tutta la roba, e rimenò pure Lot suo fratello…” (Gen. 14:16); e fanno notare che Lot è chiamato fratello di Abramo quantunque fosse figlio di suo fratello Haran, e perciò suo nipote. Al che noi rispondiamo dicendo che è vero che talvolta la Scrittura con il termine fratelli si riferisce ai parenti, come nipoti, zii, e cugini; ma questo discorso non si può fare nel caso dei fratelli di Gesù perché è ampiamente dimostrato dai passi qui sopra esposti che essi erano veramente figli di sua madre e non suoi cugini.

E poi occorre dire, a conferma di tutto ciò, che per quanto riguarda Giacomo egli è chiamato da Paolo il fratello (in greco: adelfòs) del Signore, e non il cugino (in greco: anepsiòs) del Signore. Con ciò vogliamo dire che se Giacomo, che é chiamato “il fratello del Signore”, fosse stato il cugino del Signore Paolo non lo avrebbe chiamato il fratello del Signore, ma bensì il cugino del Signore; ma Paolo sapeva l’esatto grado di parentela che c’era tra Giacomo ed il Signore Gesù, perciò lo chiamò “il fratello del Signore”. Paolo non avrebbe mai chiamato il cugino del Signore “il fratello del Signore”, perché lui il cugino di qualcuno lo chiamava cugino infatti parlando di Marco ai Colossesi disse: “Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino (in greco: anepsiòs) di Barnaba..” (Col. 4:10). Ma Paolo credeva che il Signore Gesù aveva non un solo fratello, ma più fratelli, infatti ai Corinzi parla dei “fratelli del Signore” (1 Cor. 9:5) i quali, da quello che lui dice, erano ammogliati; confermando quindi le parole di Matteo, Marco, Luca e Giovanni.

L’interpretazione data quindi dai teologi romani secondo la quale questi fratelli di Gesù erano i cugini di Gesù non ha quindi nessun fondamento scritturale appunto perché coloro che sono chiamati nel Vangelo “i suoi fratelli” erano figliuoli della madre di Gesù e non di sua zia.


ELLA (MARIA) E’ LA MADRE DI DIO?

‘Maria é Madre di Dio in senso vero e proprio. – E’ di fede’ (Bernardo Bartmann, op. cit., pag. 157). Maria fu definita madre di Dio dal concilio di Efeso del 431. Il secondo concilio Costantinopolitano ha lanciato il seguente anatema contro coloro che non la ritengono tale: ‘Se qualcuno afferma che la santa gloriosa e sempre vergine Maria solo impropriamente e non secondo verità è madre di Dio (…) e non la ritiene davvero e secondo verità madre di Dio (…) costui sia anatema’.

Questa dottrina è una menzogna perché Dio è il Creatore di tutte le cose mentre Maria era solo una creatura. Certo, ella fu prescelta per dare alla luce il Figlio di Dio, ma tenete sempre presente che la Parola che é stata fatta carne era con Dio e Dio avanti che Dio creasse tutte le cose, quindi anche prima che Maria fosse concepita nel seno di sua madre; e che il Figlio di Dio coeterno con il Padre nascesse da Maria secondo la carne perché egli era l’Unigenito che era presso il Padre avanti la fondazione del mondo; ed infine che siccome che per mezzo della Parola è stata fatta ogni cosa e “senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta” (Giov. 1:3), di conseguenza anche Maria come tutte le altre creature fu fatta per mezzo della Parola e perciò non può essere definita ‘madre di Dio’ ma deve essere chiamata solo la madre di Gesù. Voler difendere la divinità di Cristo dicendo che Maria é la madre di Dio (come fece il concilio di Efeso) é un errore perché fa apparire quell’umile ancella del Signore che era Maria niente di meno che la madre del Creatore!

La Scrittura, che é ispirata da Dio, definisce Maria la madre di Gesù; perciò, considerando che coloro che l’hanno chiamata così parlarono sospinti dallo Spirito Santo e credevano che Gesù Cristo era Dio perché in lui si compiacque il Padre di fare abitare tutta la pienezza, nessuno ha il diritto di chiamare Maria madre di Dio. I teologi della chiesa romana prendono le seguenti parole che Elisabetta, ripiena di Spirito, rivolse a Maria: “Come mai m’è dato che la madre del mio Signore venga da me?” (Luca 1:43), per sostenere che hanno il diritto di chiamarla ‘madre di Dio’. Non é affatto così come essi dicono, e questo perché Cristo Gesù é il nostro Signore ma non é il nostro Padre celeste, infatti noi quando ci rivolgiamo a Cristo sia nei canti che nell’adorazione non lo chiamiamo Padre, ma bensì Signore. Questo era anche il comportamento degli apostoli infatti Paolo ai Corinzi dice: “Per noi c’é un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale siamo noi” (1 Cor. 8:6); ed ai Filippesi dice: “Ed é perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che é al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo é il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Fil. 2:9-11). Come potete vedere l’apostolo confessava con la sua bocca che Cristo é il Signore e non il nostro Padre celeste, infatti in queste Scritture il Signore Gesù Cristo é menzionato separatamente da Dio Padre. Quindi Elisabetta fece bene a chiamare Maria, “madre del mio Signore”, perché chiamandola così riconobbe che colui che era nel seno di Maria era il suo Signore. Anche noi affermiamo che Maria era la madre del nostro Signore, ma così dicendo non attribuiamo a Maria, né culto, né particolari e speciali riguardi ma diciamo solamente la verità attorno a lei.

Ricordatevi che quando i magi venuti dall’Oriente entrarono nella casa dove era il fanciullino Gesù, la Scrittura dice che essi “videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra” (Matt. 2:11). Quei magi videro sia il fanciullino che sua madre ma si prostrarono per adorare il fanciullino e non Maria sua madre, eppure sapevano che quella donna era la madre del re dei Giudei che era nato. Oltre a ciò, quando essi aprirono i loro tesori presero dei doni per offrirli al fanciullino e non a sua madre. Ricordatevi pure che un giorno mentre Gesù parlava una donna di fra la moltitudine alzò la voce e disse a Gesù: “Beato il seno che ti portò e le mammelle che tu poppasti! Ma egli disse: Beati piuttosto quelli che odono la parola di Dio e l’osservano!” (Luca 11:27,28). Gesù sapeva che Maria era stata prescelta da Dio per concepirlo e partorirlo; egli sapeva che Maria era benedetta fra le donne proprio per aver messo al mondo lui che era il Figlio di Dio, e ciò nonostante quando quella donna davanti a tante persone proclamò beato il seno che lo portò e le mammelle che lui poppò, Gesù proclamò la beatitudine di coloro che ascoltano la Parola di Dio e l’osservano. Badate che con questa risposta Gesù non disse che Maria sua madre non era beata, ma dette la priorità alla beatitudine che sperimentano coloro che sono facitori della Parola di Dio, anziché alla gioia che certamente la madre di Gesù sperimentò sia nel portare nel suo seno per nove mesi Colui che é stato generato (secondo la carne) dallo Spirito Santo, e sia nell’allattarlo. D’altronde Maria nel suo canto aveva detto: “D’ora innanzi tutte le età mi chiameranno beata, poiché il Potente mi ha fatto grandi cose” (Luca 1:48,49), e nell’esclamazione di quella donna già vediamo l’adempimento di quelle parole. Ancora oggi molti dicono bene di Maria e noi siamo tra questi, ma fino a quando si tratta di benedire Maria (dire bene di lei) dicendo che ella é definita dalla Parola “benedetta fra le donne” e “beata” non c’é nulla di male; ma quando invece avviene che gli uomini oltre che a chiamarla beata la adorano e la pregano allora essi si rendono colpevoli di un peccato che é quello di idolatria.

 

 

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